W (2 O. f1 S O (a t a 41 Tutte le comitive di ragazzi elle and!'<ndo o venendo dal ballo passano alla Missione, vorrebbero tutti recitare le orazioni nella casa di Dio, ed io sono già a letto che ancora si viene a bussare all'uscio per entrare... Sabato, 2 àicemlJre. Vi sono infermità, sofferenze, specie nei vecchi, a cui non si sa che rimedio apprestare. Il Missionario in tali casi deve essere abbastanza contento se riesce a farsi amare da quei poveretti, a fine di poter loro col battesismo schiudere le porte del cielo dopo la morte a cui sono così vicini, e che pure incute loro tanto spavento, come quella che li piomb&. nell'ignoto. Si riesce talvolta ad amicarsi certi malati col mandar loro dai catechisti un po' di sale o di tabacco. Quando poi io arrivo nei loro villaggi, le povere vecchie ed i tremuli vecchi mi dimostrano~. tanto affetto, da intenerire gli stessi neri. Stamane avevo finito il cate· chismo e me ne partivo, quando una donna attempatissima, che fin allora era stata in disparte silenziosa, mi chiama. Io la saluto, ma ella non è contenta ancora: insiste a chiamarmi, mi vuole presso di sè. Siccome l'infermità non le permette di muoversi, me le avvicino. Allora alza le scarni mani e dice: Ti voglio benedire. So che mi ami come un figlio, perchè m'inviasti sale; ebbene lascia che ancor io ti compensi come posso. Si mette quindi a farmi una sequela di auguri e profezie favorevoli, come falil vecchio genitore che benedice la sua prole. La poveretta, naturalmente, m'augurava soltanto cose materiali come: prole numerosa, vecchiezza onorata, sterminata ricchezza. Gli astanti erano tutti inteneriti, ed io pure ero contento di esser benedetto da quell'infelice, poichè così ben disposta potrà presto rice·qere dalla mia mano, colla benedizione di Dio, l'acqua salutare del santo battesimo. o L'assedio e la battaglia di Toriqo nel 1706 ~~~15""\YI=== [L - Le campagne del 1704:-1705. Le truppe della monarchia di Savoia si . componevano di due elementi: l'esercito propriamente detto e la milizia paesana. L'esercito era costituito da soldati d'ordinanza odi mestiere, arruolati parte nello Stato e p•rte all'estero specie in Isvizzera; es~i fin verso il 1600 venivano assoldati allo scoppiare d'una guerra e licenziati alla pace. In seguito Carlo Emanuele II aveva reso in piccole proporzioni permanente l'esercito, ma in caso di guerra, con nuovi arruolamenti, si aumentava la forza dei. reggimenti stanziali ed altri se ne formavano secondo il bisogno. La milizia paesana, istituita da Emanuele Filiberto, era formata di tutti i cittadini validi dai 18 ai 50 (ed in certi tempi fino ai 60) anni, i quali, restando alle loro case ed ai loro mestieri, venivano addestrati alle armi in certi giorni stabiliti ed erano chiamati sotto le bandiere soltanto in caso di invasione nemica. La milizia si divideva in due classi o categorie: la prima destinata a prestare ~ervizio in aperta campagna; la seconda a rimanere di presidio sulle terre native. I migliori soldati della milizia nei domini al di qua delle Alpi formavano il «Battaglione di Piemonte » che godeva bella fama guerresca. Al momento in cui comincia questa narrazione, la parte permanente dell'esercito pare contasse dodici reggimenti di fanteria, di cui nove nazionali e tre stranieri; cinque reggimenti di cavalleria ed un batta~lione di artiglieria, oltre le guardie del duca, i minatori, ecc. I reggimenti di fanteria si componevano generalmente di un solo battaglione diviso in dieci o dodici compagnie; quelli di cavalleria constavano di otto o dieci compagnie formanti quattro o cinque squadroni. Le compagnie, cosi di fanteria come di cavalleria, oscillavano fra i quaranta ed i sessanta
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