Missioni Consolata - Febbraio 1906

. l J]l eof}solata 23 q - santa ~eligione e che, interpellata, avrebbe annuito a ricevere l'acqua . di Dio. Ma i vecchi la circondavano sempre, rendell_do a noi impossibile d'avvicinarla. Le suore pro· posero,· ed io subito approvai, di parlarne a Nyota, il marito di Waboy; egli aveva libero accesso presso di lei, e certo alla s.ua parola eli~ avrebbe subito accettato il bat tesimo. K!'lmoso fu dunque mandato in cerca di Nyota; intanto io rivolsi una fervida pre· ghiera alla Consolata perchè volesse ottenermi di condurre a buon fine l'impresa; anche le buone suore pregavano sommessamente stringendo fra le mani la loro medagl~a ... .: Ad un tratto c'interruppe un gran fracasso di peste e di voci: tutti gli assembrati intorno a Waboy fuggivano veloci e spaventati verso il villaggio, cacciati dalla superstiziosa paura di vederla nell'atto di spirare. Anche Ii.oi, senza perdere un attimo, ci mettemmo a·correre, ma in senso affatto opposto, andando a prendere il posto dei fuggiti. W aboy rantolava più penosamente nell'angoscia dei suoi ultimi mo!llenti. Ma erano i momenti di grazia. La chiamai due volte per nome, dicendole che le davo l'acqua di Dio. Capì ella ancora le mie parole? N o n 1 potrei asserirlo con certezza, ma ùn leggiero movimento delle sue labbr~, che s'atteggiarono ad un sorriso, me lo fece sperare; sicchè presa l'ampolla dell'acqua santa la battezzai sub ponditione, col--nome della mia carissima madre, Catterina, approfittando così subito del permesso datocì dal nostro Superiore, di imporre, cioè, i nomi dei nostri genitori nei primi battesimi .che avremmo conferiti. Un quarto d'ora dopo Waboy non era più di questo mondo, ma Ì'anima sua era andata a fruire in eterno dei frutti della Redenzio'ue che le erano stati applicati col sacramento. « Recitainmo il De profurtdis, poi le suo~e dissero: La volontà di Dib si è compiuta; andiamo, chè nulla più ci resta a fare qui. - E questa poveretta ?... chiesi, già preve· dendo la risposta - Che vuoi farci? A notte verrà la iena..... Non so esprimere quello che provai nell'abbandonare così quel cada· Q vere· in · aperta campagna: mi pareva :una crudeltà. Eppure il porlo sotterra ·a nulia avrebbe giovato, chè le fiere l'avrebbero presto dissepolto ed egualmente divorato. Mi avviai per il ritorno, tutto' raccolto in me stesso, offrendo anche quella pena a Dio ed alla Consolata, in rin~raziamento del regalo con cui si erano degnati di farmi inaugurare il mio apostolato in Africa. «Una scena pietosissima ci aspettava an· cora nel villaggio della mortà, che dovemmo attraversare. Tutti, giovani e vecchi, compreso il grande stregone, sedevano in semicerchio fuori delle abitazioni: non una parola, un gemito roìnpeva il silenzio sepolcrale. La vista del marito e degli altri parenti di Waboy avrebbe strappate lagrime ai sassi. Piangevano essi, ma di un pianto silenzioso, senza singhiozzi, esprimente tutta la pie· nezza del dolore. Ignaro ancora affatto del ) loro linguaggio, io non potei che stringere H· ~ con affetto di fratello la mano di ciascuno additando il cielo, mentre le suore andavano loro dicendo che W aboy era ora con Dio... Ed il poter conf(!rtare con questo pensiero coloro che pochi mesi or sono erano ancora ~ t1 raòqdue 1z1zi che non hahnn~ sper~nza,. cdi. soll~ ev a a tristezza·c e Cl opprimeva, Isponendoci a partecipare alla consolazione che la notizia del ]::uovo battesimo portò alla mis- ~ sione, dovè riei).trammo verso le quat.tordici. ~ «P. GIOVANNI TOSELLI ~- ~~~~~~=o.o====Jt----. Grazie alla generosità di pia persona, che ha /atto un'offerta speclale .al preciso sc'opo di p romuovere gli abbonamenti al periodico, siamo t'n grado di spedire i.:n.. p re mi.o a chiunque ci procurerà un nuovo alJlJonato una magnifica fotocromi'a (nuovo processo di /otograjla colorata) tratta dalla verarotografla della Consolata, della misura di 0,26X 0,/!J, adatta cioè a /arne un grazioso ·quadro da camera. È opera di vero apostolato per le Missioni procurando un nuovo abbonamento.

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