22 J11 <2ot'}so1atà iniziarvi la mia carriera, mi avviai con due suore ·e con .un allievo ·catechista per nome · Kemòso. «L'inferma, a quanto aveva detto il capo, si chiamava W aboy ; essa era stata da circa un anno comperata i~ moglie da certo Nyota che l'aveva condotta abbastanza distante. Ma è consuetudine del paese che allorquando stanno per divenire madri, le spose siano dal marito i-icondotte n,eJ loro villaggio d'origine, a:ffinchè l'aria nativa giovi alla loro salute. E cosi Waboy, trovandosi nel caso, da tre giorni era tornata al suo villaggio, dove era stata colpita dal malore a cui giaceva in p~:eda. Sparandosi dapprima che la malattia si risolvesse senza bisogno di rimedi, nessuno era venuto ad informarne il Padre ed a chiedere medicine alla mis· sione; ora poi lo si riputava già inutile. « Giunti, dopo un'ora di cammino, al villag· gio indicatoci, lo trovammo pressochè deserto; non v'erano che tre o quattro uomini, ad uno dei quali le suore chiesero contezza dell'ammalata. Egli additò loro una capanna, a cui ci recammo premurosamente; ma questa era vuota. Un dubbio crudele tosto ci si affacciò alla mente: forse la povera W aboy già era stata trasportata nel bosco a morirvi. Ma quando, da qual parte? L'avremmo rintracciata, trovata viva ancora ed in istato di ricevere il santo battesimo? Pressato dalle incalzanti interrogazioni delle buone. suore, un altro uomo ci chiari che noi ci eravamo ben apposti: Waboy, essendoomai in fin di vita, era stata portata al bosco. Ed alle insistenza fattegli, colui si decise a porci sulle di lei traccle. «Io, giunto allor allora dal mondo civile, dove anche i più miseri pezzenti trovano ricovero e cure amorose nelle loro malattie, provai una strana e profonda commozione che non saprei esprimere a parole, una compassione dolorosa, alla vista di quell'infelice creatura. La giovane sposa stava distesa sulla nuda terra: sul suo volto già livido . era un'èspressione di ingenua bontà ed una modesta e graziosa compostezza in tutta la sua persona, giacente in supremo abbandono. Le suore la riconobbero subito: W aboy era stata assidua frequentatrice dei catechismi al suo villaggio, e più volte era anche venuta alla missione. Chiamata per nome, riconobbe anch'essa_ le suore; si' sforzò di sorridere ·loro, ma non potè rispondere .alle loro domande affettuose, soffocata dal rantolo che ne indicava purtroppo prossima la fine. « Sapemmo che quello stesso mattino già era stato preSf:ìO di lei il grande stregone a fare i sacri:fizi e ·le cerimonie d'uso; i11 quel momento la circondavano parecchie donne attempate, e poco più in là erano assem brati molti .altri neri, specialmente vecchie e vecchi. La mia perplessità si fece grande: evidentemente non c'era tempo da perdere, 'conveniva cercare di accertarsi se W~boy possedesse l' istruzione indispensabile per ricevere il battesimo, e nel caso contrario dargliela in pochi minuti. Ma c'erano troppi neri presenti. Ad ogni modo il nostro giovane .Kemoso fu incaricato d'introdurre senz'altro il discorso, e già egli vi si accingeva, quando una donna ci disse che dovevamo allonta· narci perchè esse avevano da lavare la malata. «Ci scostammo alquanto, ma subito capimmo che quello non era stato che un pretesto. « La p-~oziente fu tosto circondata dagli anziani dei due sessi del suo villaggio, i quali, compiute non so che cerimonie d'uso, le tolsero gli ornamenti dalle orecchie, dal collo e dalle braccia, quindi l'adagiarono su un giaciglio formato da uno strato di foglie appositamente preparato sotto due alberelli, delle cui sommità s'erano intrecciati i rami a riparo dai cocenti raggi del sole. Era quello il letto funebre, ove la poverà W aboy ' av-rebbe aspettata la morte e poi la iena... , « Man mano che i min~ti passavano in questi lugubri preparativi, cresceva la mia pietà per quell'anima, la mia ansia di salvaria. M'ero intanto fatto ripetere dalle suore quanto ricordavano di certo sulla frequenza di Waboy ai catechismi, e sul grado d'istruzione .che poteva avere. Mi parve di poterne arguire che la morente conoscesse àbbastanza i misteri principali di nostra '/ . '
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