Missioni Consolata - Febbraio 1906

Ut eo.,so(ata 21 per un'indifferenza più marcata che altrove riguardo alla parola di Dio. Ed egli mi narrò come da parecchi mesi, anche a Limùru, le domeniche. abbiano incominciato ad essere per il missionario giorni di'lavoro e di gioia. / I nostri buoni neri, disse con santa compiacenza, hanno finalmente cominciato a capire che il Padre e le Suore sono qui unicamente f chiudeva: - Questi spero non siano che gli albori delle giornate non lontane, in cui il missionario potrà lavorare largamente nella , vigna del Signore dall'ora prima fino a quella l della mercede. · « Mentre ancora mi parlava, il P. Bertagna fu chiamato in disparte da un vecchio • capo, iJ. quale gli confidò che nel suo vilIngresso del missionario in UJ! villaggio: tutti l'accolgono a festa (da istant. del P. Perlo). per loro, e che se per sei giorni della settimana andiamo noi a trovarli nei loro villaggi, è più che giusto che almeno nel set · timo giorno, nel giorno di Dio; vengano essi qui a trovare il Padre, che li attende e li desidera alla missione. Da parecchi mesi nell'intera mattinata, fino ed anéhe ~ltre le ore 12, nella missione non s'attende ad altro che -a fare il catechismo nei gruppi, che sempre si rinnovano per il nuovo affiuire di accorrenti avidi di udire la parola di Dio, di ripetere le preghiere ed i canti. E con· ~ laggio v'era una 'donna gravemente ammalata. Siccome costui era un nero affezionatissimo alla missione e che gode molta fiducia_ presso i suoi, non v'era motivo per sospettarlo di esagerazione. Non potendo però il P. Bertagna in quell'ora allontanarsi-dalla stazione, m'invitò a volere io stesso àccompagnare le suore che avrebbe mandato subito l a visitare l'amm~lata, affinchè, se ne era il caso, la battezzassi. Accettai senz'altro volentieri, e ringraziando col cuore la Consolata di potere appena giunto sul campo apostolico

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