18 Q nostri lettori rièorderanno, fu fatta coi no;;:tri al loro primo ingresso in Africa, ad essi predicendo che per un bel numero d'anni non avrebbero raccolto al- ' cun frutto spirituale dalle loro fatiche. Quale adunque è il segreto per cui le Missioni della Cònsolata in Africa, col rapido e rigoglioso loro fiorire, segnano una delle 'più fortunate eccezioni alla regola ordinaria? A primo aspetto parrà doversi attribuire principalmentè all'accuratezza della scelta e della preparazione. dei soggetti nell'Istituto di Torino, dove non solo si cerca di formarli allo spirito della loro vocazione apostolica, ma altresì di fornirli di tutte quelle cognizioni ed attitudini, che si prevede poter essere necessarie od utili nelle svariate eircostanze in cui dovranno trovarsi sul loro campo d'azione. Altri coefficienti di successo sembreranno l'organizzazione e la disciplina, che fin dal principio si cercò cli dare al lavoro apostolico nelle Missioni della Consolata; come lo zelo veramente esemplare ed instancabile con cui vi si dedicarono, .nel!e rispettive ·mansioni, sacerdoti, fratelli e· rsuore. Ma se tutto ciò ha .certo concorso al meraviglioso prosperare di queste Missioni, da solo n'on basta a spiegarlo sufficientemente. Quante altre missioni condotte-con santa accortezza; provvedute di scelto e numeroso personale, di mezzi materiali infìnit~mente superiore ai nostri, non diedero tuttavia che scarsi . - frutti? D'altronde i nostri missionari sono i primi a riconoscere che· i ·risultati giornalmente ottenuti non sono, per la grandezza, in proporzione coll'opera loro, per quanto diligente ed assidua. Si direbbe che una forza soave e misteriosa tocchi le anime dei poveri selvaggi; che essa porti di sJancio verso la luce e l<:t verità della religione cattolica un p popolo rimasto per lunghi secoli nella più apatica indifferenza riguardo alla divinità ed ai problemi d:oltre tomba. È tutta una n;1assa imponente di anime che si leva incontro al sole della buona novella e, come chiamata e spinta ~a un celeste comando, già si prepara all'ingresso nei padiglioni della Chiesa di Gesù Cristo. Il segreto di questo.successo non può dunque essere cosa di terra: esso va cercato più in alto. Evidentemente nelle Missioni deila Consolata, insieme ed al disopra dell'opera umana sostenuta dalla grazia ordinaria, agisce un'altra grazìa speciale, pjù grande e benefica, nella cui effusione risiede la causa suprema, il vero segreto del successo. Ma chi impetra questa gra~ia? Ùiciàmolo francamente: noi siamo convinti che essa sia il frutto delle preghiere, delle messe, delle comunioni, di tutto il bene che incessantemente si compie uella casa di Colei che delle nostre missioni è titolare e -padrona: nel santuario della Consolata in Torino. Ogni giorno, dall'alba al cader dell.a notte, è un succedersi appiè della taumaturga Effigie di persone d'ogni ceto ed età, clÌe partecipano al ~li viri sacrificio, che assistono alla benedizione -del Santissimo; oppure nel silenzio del luogo santo lodano Maria; le offrono patimenti ed ,eroismi di virtù, tanto più grandi quanto più ignorati; la onorano colla vivezza della fede e coll'ardore della speranza nel supplicarla di grazie. E in-· tanto in loro fa"ella pregano pure i ceri ardenti, i fiori olezzanti,. i doni votivi. che di continuo .giungono e s'accumulano intorno all'altare benedetto; e sulla coorte dei presenti, come aura profumata che giunge ,dall'immensità della terra e del mare, aleggia la grande vi-
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