Missioni Consolata - Febbraio 1906

Jll. eoflSO{ata 31 Q "'" . o chiama: Michele, Michele! - Ma non ottiene L'infelice donna grida chiamando al soc- •9~jl; risposta. Oramai è spossata dalla fatica e dal- corso, ma tutto è silenzio interno sotto il l'affanno; sotto la miscela confusa di tegole, ~ candore, della neve; nessuna voce umana .le risponde: Come pazza per il dolore, corre alle · case più vicine e ritorna con alcuni uomini, i quali messisi al salvataggio con ardore, in meno di dieci minuti liberano il Bertello dalla sua critica postura. Giaceva egli .supino con un .trave sul petto che gli impediva ogni movimento;. aveva travicelli sulle gambe, te- . gole su ogni parte del corpo. Dieci centimetri appena distante dal suo capo, era caduto il grosso trave maestro, sfiorandogli ancora la spalla: se lo coglieva sulla tempia, il poveretto era spacciato! Inveèe, avendo la neve servito ad attutire alquanto i colpi, egli non aveva che contusioni per tutto il corpo ed unaferita·punto pericolosa alla testa, che poi ~ guarì in pochi giorni. / Moglie e marito sono \ di, travicelli e di neve' ghiaccia· non riesce in alcun modo a determinare la posizione del suo povero uomo: quel braccio solo rimane fuori quasi a segnale. Ohimè! se il soccorso tarda il sepolto morrà di soffocazione, se pure non perde sangue da qualche grave ferita... riconoscentissimi alla Consola t a, a cui solamente attribuiscono l'aver ottenuto dalla bontà divina l'inçolumità che ha del prodigioso. Difatti tutta una serie i di piccoli casi conèorse al felice evento: la neve abbondante, l'essersi il Bertello trovato un palmo discosto dal luogo dove cadde il l . trave mjl.estro; l'aver egli, paralizzato in.ogni altro membro, allungato, senza saper come, un .braccio che fu un segnale preziosissimo per

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