Missioni Consolata - Febbraio 1906

24 Ut eoflSO{aJa . L'assedio e la battaglia di Toriqo nel 1706 ---~Y===== I. - I -precedenti. L'assedio e la battaglia di Torino nel 1706 segnano gloriosamente l'epilogo della lotta secolare tra le ambizioni strà.niere che mi· ravano a padroneggiare ilPiemonte e quella fortunata politica che, sostenuta dal valore peraonale dei suoi principi, dava alla Casa di Savoia grande fama e potenza anche quando queste non corrispondevano alla vastità dei suoi stati. Al tempo di cui dobbiamo qui occuparei, cioè nel 1700, questi si stendevano sui due versanti delle Alpi, comprendendo al di là di esse il ducato di Savoia e la contea di Nizza, e al di qua tutta la parte del Piemonte che - conguagliata alla presente divisione amministr-ativa - corrisponderebbe ora pressapoco alle provincie di ·Torino e di Cuneo, unite alla metà occidentale di quelle di Novara ed al circondario di Asti in quella di Alessandria; inoltre la città ed il contado di Oneglia nella Liguria. Reggeva allora questi dominii il duca di Savoia Vittorio Amedeo II, principe di va· sta ·mente e di gran cuore, valorosissimo in armi, accorto oltre ogni di~e e risoluto per carattere. Salito al trono a-18 anni nel 1684, egli poco disposto a lasciarsi sopraffare, aveva presto dato prova delle sue solide e brillanti qualità' sostenendo, col consenso di tutto il ,-. suo popolo e con esito onorevo1Ìl3simo, dal 1690 ai 1696, una travagliosissima guerra contro Luigi XIV re di Francia, il quale' gonfio delhi. potenza e della floridezza a cui i suoi antecessori avevano saputo portare lo stato, più non poneva limiti al suo orgoglio e colle sue invasioni e pretese aveva solle· vato rontro di se tutta l'Europa. · Ed all'orgogliosa prepotenza da una parte, al malcontento dall'altra, venne a porre il colmo un fatto di capitale importanza politica, che ledeva molti interessi e frustrava molte speranze. !11° novembre 1700 moriva senza prole Carlo II dei Borboni d'Austria, re di Sp~~:gna, legando la successione a quel trono ad un nipote di Luigi XIV, il giovane duca d'Angiò, il quale prese il nome di Filippo V. Per tal modo venivano a riunirsi sotto i due rami francesi della Casa di Bor· bona immensi dominii, tra cui in Italia, la Lombardia, il reame di Napoli e Sicilia in allora sotto la .Spagna, e l'ambiziosissimo monarca francese si riteneva _omai arbitro dei destini d'Europa. Ma a contrastargli l'agognato intento, sorse tosto Leopoldo I, imperatore d'Austria, il quale 'vantando i maggiori diritti alla successione spagnuola, non riconobbe Filippo V e fin dalla prim.àvera del 1701, per il Tirolo, mandò un suo eserqito di 30.000 uomini verso il Milanese; mentre per le sollecitazioni di lui e per gli eventi si avviavano - special· mente colle due grandi potenze maritljme del tempo: Inghilterra ed Olanda -'- i negoziati per rinnovare una lega, che sotto il nome di Grande Alleanza già erasi più volte for· mata tra i principali stati d'Europa contro Luigi XIV. Il Piemonte, chiave d'Italia, doveva necessariamente avere una parte important.~ nel_la lotta gigantesca che si preparava. Vittorio Amedeo II, per la su~ indole, non era , certo portato a derogare alla costante tradizione della sua Casa di non rimanere ino· perosa ed inerme ·spettatrice delle guerre combattute ai suoi confini, col rischio, non soltanto di perdere eventuali vantaggi, ma . di doverne pagare !o scotto, e colla certezza di sottostare a danni gravissimi dando, per amore o per forza, il passo ed il campo agli eserciti belligeranti. l diritti .che anèh'egli, per ragioni di Caterina d'Austria, moglie di Carlo Emanuele I, vantava ad avere qualche parte nell'eredità di Carlo II; }'_esperienza. del 1690-96; le speranze che pote;va fondare sugli eventi che'si preparavano nei gabinetti d'Europa per un prossimo avvenire: tutto spingeva il duca di Savoia ad unirsi a Leopoldo I, éd a ciò l'invita v~ pure suo 'cugino, il principe Eugenio d.i Savoia-Carignano, reputa~o il primo capitano del tempo, che era.

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