4 Ut eof}SO(ata venture di missione; parlano delle peripezie terribili, delle fatiche e dei trionfi di antichi illustri pionieri della religione e della civiltà, o dei nuovi campioni che anche oggi ne ricalcano le orme! E dai libri e dai fogli sorgevano luminose visioni che spremevano lagrime di commozione ed accendevano veementi, santi desideri ; la mente, il cuore si sentivano attratti verso di esse dalla stessa spontanea forza che alla pianta fa allungare lo stelo e protendere i rami per fiorire e fruttificare al sole. Ma poi - ahimè! - le mille svariate vi<:ende, i mille interessi di famiglia e della convivenza sociale furono all'<mima ciò che alla pianta sono la mano prepotente del coltivatore, le intemperie, i parassiti, l'ombra delle piante vicine. Languirono i santi entusiasmi; le aspirazioni scesero dalle alture serene, e la meta sublime a cui s'erano appuntati desideri e speranze, rimase come un punto splendente sull'orizzonte del passato; un punto al quale, quasi a stella ammiccante dalle profondità del firmamento, s'alza mestamente la nostra pupilla nell'ora dei rimpianti. Ripensando ora con rimorso a quella che temono fosse una chiamata di Dio non bene avvertita tra le leggerezze della gioventù; o troppo tardi comprendendo quanto il giogo del Signore sarebbe stato più doke e leggero di quello che son costretti a portare, quanti e quante vanno esclamando: Oh, fossi io sacerdote o suora nelle missioni l Ma dovranno rimanere sempre sterili e vani questi pii, profondi rimpianti? Dovranno essi attraversare la mente, turbare il cuore nelle ore meste, senza ' lasè1are di sè maggior traccia che il lampo nell'aria o la scìa della nave sulle vie del mare? - No, perché anche i rimpianti sono un provvidenziale rio chiamo; sono ritorni dell'anima che ritrova se stessa, scintille indicatrici di un fuoco sacro sopito, ma ancor vivo sotto le ceneri. E d'altronde, fortunatamente, mai come ai tempi nostri, così fecondi d'iniziative, fu possibile riparare deficienze e riempire lacune. Dice un forte poeta contemporaneo : « . . . . . . . . . . . . . io per vicende, non giudicai compiuto alcun destino » e prima di lui il Manzoni nostro, con profonda osservazione, aveva rilevato che la religione cattolica ha la singolare facoltà di rinnovare una vita, di concedere tutto il merito, tutte le gioie di una vocazione a chiunque si dia - da qualunque punto-a praticarneleopere. Tutti adunque, se vagheggiammo un tempo questo ideale, possiamo ancora farci missiunari. Pur rimanendo, capi o gregari, nelle nostre mansioni di famiglia e sociali; senza nulla sottrarre del nostro tempo n è della nostra attività ai doveri del proprio stato, noi possiamo partecipare direttamente alle fatiche, alle glorie ed al frutto dell'apostolato fra gl'infedeli, della civilizzazione dei popoli barbari. Ma in qual modo'? con quali mezzi? Tra i molti che si potrebbero suggerire, uno assai pratico e facile ne abbiamo proposto (vedi numero di dicembre del periodico), che già incontrò il gradimento di parecchi benefattori. Questo mezzo è il farsi iscrivere nell' Albo d'onore dei benefattori insigni per la redenzione dell'Africa. ('bi fa, anche in diverse rate, l'offerta.di almeno 50 lire per le Missioni della Consolata ha il suo nome segnato in quest'albo, dal quale - in ordine di precedenza - i nostri missionari toglieranno i nomi da imporsi ai bimbi africani, ai quali man mano viene amministrato il santo battesimo :
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