Missioni Consolata - Gennaio 1906

3 1a 8ortsolata - piose di quel Natale fecondo di pace; ~ le promesse magnifiche di tempi nuovi, ~ prodromi di un rinnovamento del mondo in Gesù Cristo. Accolgano essi gli auguri, i non fallaci auspici, e sotto l'egida delle sante loro opere di preghiera e di apostolato, possano felicemente cominciare e finire il 1906. RINGRAZIAMENTI DOVEROSI Abbiamo in queste ultime settimane provata una grande consolazione, ricevendo prove ineccepibili del crescente, santo intere.~samento che cominciano a destare le Missioni della Consolata. Moltissimi non solo ci usarono la cortese premura - cosi preziosa per le grandi amministrazioni di periodici - di rinnovare per tempo il loro abbonamento, ma riconoscendone tenuissimo il prezzo, vollero aggiungervi un'offerta a favore delle nostre Mi:ssioni: offerta più o meno copiosa, :secondo le loro forze, ma doppiamente significativa, perchè presentata con bellissime parole di simpatia, di approvazione e di augurio. A tutti questi generosi giunga l'espressione della nostra profonda riconoscenza, e la promessa che facciamo, anche a nome dei nostr·i missionari, di pregare affìnchè t'l Signore faccia loro trovare in ogni impresa l'incO?·aggiamento e l'aiuto, di cui son larghi alla nostra, indirizzata alla sola gloria di Dio ed alla salvezza delle anime. o GE~E~OSI ~IMpiANTI Chi di noi non ha rimpianti ? Chi nelle ore di intimo raccoglimento, di spassionata riflessione su se stesso, non ha sentito farsi più viva in fondo al cuore un'amarezza che vi era latente, pensando a eiò che avrebbe potuto fare e non ha fatto in passato; al diverso indirizzo che avrebbe potuto dare alla propria vita, raccogliendo ben maggiori soddisfazioni morali, ben altra copia di meriti per il cielo? Ognuno di noi, quando negli anni fiorenti della giovinezza « l'alblJ. negli occhi e l'avvenir davanti» guardava la vita, sentì l'attrazione di alti egenerosi ideali; il desiderio di uscire dalla folla, di operare qualche cosa di o-rande e di straordinario nel campo del o bene, sull'esempio dei santi e degli eroi di cui apprendeva ed ammirava le gesta. E fra le sante aspirazioni di quel tempo felice, chissà quanti equante non avranno vagheggiato l'idea di dedicarsi alle missioni; di abbandonare con supremo sacrificio patria e parenti, per andarsene lontan lontano in paesi infedeli a civilizzare e convertire i poveri selvaggi; a dare, se occorreva, il sangue e la vita per la dilatazione del regno di Gesù Cristo l Chissà quanti, anche negli anni maturi, non avranno passate ore ed ore leggendo avidamente i racconti meravigliosi dei primi missionari d'America contemporanei di Colombo e di Vasco de Gama; oppure le eroiche fatiche di quella gloria tutta nostra che fu il cardinale Massaia; la vita di tanti aposto]j martirizzati in Cina e nel Giappone; gli annali della Propagazione della Fede, della Santa Infanzia ed altri libri e periodici che descrivono sc>jme, narrano av-

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