Missioni Consolata - Gennaio 1906

lii eof1SO{ata 15 Q • il mio letto, temendo di dover da un istante all'altro raccogliere il mio ultimo respiro. Ma tu, o Consolata, le mandasti la bella ispirazione di attaccare ad un mio braccio una tua medaglia, e da quel momento io non peggiorai più, anzi cominciai a migliorare tanto che ora finisco il tuo bel mese pienamente guarita. La tua piccola devota IDA GANO». Canale. - CATERINA AIRALDI, maestra, sciogliendo il voto fatto, con animo profondamente grato, rende vive e pubbliche grazie alla Consolata, dalla cui misericordiosa intercessione ottenne la guarigione di una gravissima malattia, da cui fu colpita nel 1902. Offre L. 10. Torino. - Il 7 maggio 1904, una bimba di tre anni e mezzo, LUIGINA MONGILARDI, abitante in Valle S. Martino, incontrato un sa· cerdote che tornava dal celebrare la messa in un vicino monastero, lo richiese d'una medaglia. Fu subito soddisfatta con una medaglina portantel'effigie della Consolata, che ella prese con molto rispetto e baciò ripetutamente. Il posdomani, 9 maggio, Luigina, vispa come un uccelletto, mentre stava trastullandosi sul balcone della sua casa d'abitazione, arrampicatasi sulla ringhiera per guardare abbasso, precipitò in cortile dall'altezza di quattro metri. Una signora che coi suoi due bimbi vide di lontano il volo fatale, esterrefatta si gettò in ginocchio a terra invocando pér la caduta piccina la Consolata. Vicini e passanti accorsero in grande affanno al luogo della disgrazia, ma quale non fu lo stupore di tutti nel tro· vare la Luigina, non solo incolume, ma tran- ~ quilla e lieta; come se quel salto fosse stato un puro giuoco per lei! E' più facile l'imma· ginare che il dire la gioia di tutti ed i ringraziamenti entusiastici che s'innalzano alla Consolata, la quale aveva salvato quell'angioletto. SACRE FUNZIONI Consacrazione del nuovo altare di S. Valerica abate compatrono di T orino Essa ebbe luogo il mattino del 21 dicembre, e fu compiuta dal venerato nostro Cardinale Arcivescovo, assistito dai Superiori e <ial Clero del santuario. Sua Eminenza dopo il santo rito, colla sapiente opportunità che sempre guida le sue parole, ne spiegava brevemente l'eccellenza ed il significato, soffermandosi principalmente alle materie che la Chiesa usa nelle consacrazioni: l'a.cqua, il sale, il vino e la cenere, o simboli rispettivamente della mondezza che deve avere l'altare - nuovo Calvario - ed il cuore di chi vi si appressa; della sapienza e della fortezza dei santi, che dobbiamo imitare per meritarne il patrocinio, e dalla pe· nitenza .che sola può rendere accettevole la preghiera. Alla messa immediatamente celebrata al nuovo altare ed alle altre che vi seguirono nel mattino assistevano divotamente molti pii torinesi, desiderosi d'essere i primi ad ossequiare il loro santo compatrono nella nuova sede ed averne primizie di grazie. Tutti ammirarono l'altare, imponente per grandiosità, elegante per linee architettoniche e per ese· cuzione inappuntabile (l), severo e grazioso insieme per il rilievo dei marmi candido e rosso sul predominante verde di Susa. Bella opera d'arte riusci l'icona, in cui il pittore.Clodoveo Clara seppe vincere le difficoltà che presentava la forma lunga e stretta del quadro, in modo che le figure non vi appaiono in alcun modo costrette o rinserrate, e vi si svolge libera e sciolta la duplice azione celi~ste e terrena che vi è raffigurata. In alto la Consolata accoglie la preghiera di S. Va· lerico, il cui effetto è simboleggiato da un angelo che ripone nel fodero la spada ministra della giustizia di Dio, con cui poc'anzi colpiva Torino. Nel primo piano del quadro si scorgono gl'attendamenti degli appestati con alcune figure che già sentono gl'influssi della divina misericordia, impetrata su di loro dal santo. Ai due lati dell'altare i magnifici quadri che già adornavano l'antica cappella di S. Valerico ricevono ora migliore risalto dal nuovo ambiente, e concorrono a formare un insieme veramente degno del santo abate Valerico e della antica divozione dei torinesi verso di Lui. (l) È opera della notissima Ditta Fratelli Catella di Torino, che già provvide tutti i marmi del rivestimento del santuario e sta ora preparando il nuovo pavimento. FRANCOBOLLI USATI si accettano con riconoscenza dalla Direzione del periodico, la quale ne procura la vendita a benefizio delle nostre missioni.

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