14 llt eortsolata Q non so come, appeso col braccio ad una sbarra del carro sano e salvo, onde spiccando un salto potei ritornare sul carro e continuare liberamente il mio lavoro. «Riconoscentissimo alla Consolata, offro una tenue somma per la celebrazione d'una messa ed un cuore d'argento, unendo ai miei ringraziamenti quelli di un mio figlio chierico, il quale ottenne egli pure specialissima grazia. « CARLO BODRITO ». Torino. - TERESA TOSSANI da 53 giorni giaceva a letto ammalata di pleurite; già le si era una volta praticata la toracentesi che ora pareva necessario ripetere; ma il medico dubitava fortemente sia dell'esito di questa, come di quello finale della malattia pericolosissima. In tale frangente la Tossani manaò il marito a fare speciali preghiere al Santuario, mentre ella non cessava di raccomandarsi alla Con· solata, di cui teneva sotto il guanciale un'ima· gine. La fede dell'inferma le ottenne da Maria SS. la grazia: l'operazione non fu più necessaria e la maloittia volse ad esito favorevole, insperato. Verona. - ZOPPI TERESA da oltre un mese si trovava ammalata per atonia di stomaco e generale esaurimento. Dalla solerte cura del suo dottore aveva ottenuto bensì qualche miglioramento, ma questo progrediva cosi lentamente, che non potevasi sperare prossimo il tempo della guarigione. La paziente si rivolse fiduciosa alla Consolata con una novena e con varie promesse, qualora potesse ristabilirsi prontamente. «La Madonna -scrive la Zoppi -si degnò esaudirmi, e non passò gran tempo che mi trovai affatto guarita, in seguito al miglioramento sensibilissimo manifestatosi nelle mie condizioni di salute l'ultimo giorno della fatta novena ». Lanzo Torinese. - Una suora maestra nell'Istituto Albert, presa da violenta artrite al braccio destro e dolentissima di non poter più disimpegnare il suo ufficio per l'Assoluta im· mobilità del braccio, fece colle sue alunne una divota novena a Maria SS. Consolatrice. Compiutala appena, si trovò migliorata, ed in poco tempo fu libera affatto dal male. Le allieve, in riconoscenza, offrirono una tenue somma per la celebrazione di una messa nel Santuario. · Cbiavrie.-MARGHERITA PAGLIARELL01 malata di infiammazione intestinale, avendo troppo trascurato il suo male, già dava assai a pensare al dottore curante, quando cadde in deliquio così grave da parere all'intutto disperata. Il marito ed il figlio della poveretta, atterriti, fecero voto alla Consolata di un'offerta di L. 211 se ella si fosse riavuta. La Consolata gradi tanto l'atto pio, che l'amatissima madre e consorte si riebbe come per incanto e guarì in seguito interamente, onde il voto fu compito con riconoscenza. Nizza Marittima.-SuoR BERNARDINA, delle Fedeli Compagne di Gesù, si votò alla Cono solata per ottenere guarigione da male che necessitava una gravissima e difficile operazione. Pienamente esaudita, rende pubbliche grazie alla Vergine speranza degli affiitti. Torino. - «Assalita da gravi dolori cii.e mi impedivano di attendere ai miei lavori, sfiduciata dei rimedi che non giovavano, promisi alla Consolata che avrei fatto tenere al suo Santuario un ricordo, se mi avesse ottenuta la guarigione, tanto necessaria per poter sostenere la mia famiglia. Maria SS. accolse le mie suppliche, ed io con lieto animo offro un braccialetto d'oro in ringraziamento. « BARRA FELICINA ». Torino. - Il fanciullo BoccHI MARIO, di anni 9, venne al santuario colla mamma, per ringraziare la Consolata della guarigione a di Lei intercessione ottenuta da gravissima polmonite con sbocchi di sangue, guarigione che meravigliò lo stesso dottore curante. Montaldo Torinese. - TRUFFO MARIO, vispo ragazzetto di otto anni, è colpito da leggiera pleurite che tosto degenerando in violenta polmonite, dopo venti giorni di alte febbri lo trasse sulle soglie della tomba. I medici disperano della guarigione; non cosi i genitori del ma· latino, che fiduciosi lo votano alla Consolata, e con incessanti suppliche ottengono da Lei che il loro figliuolljtto sia presto fuor di pe· ricolo e poi guarisca in breve tempo benissimo. Spezia. - IsOLINA BIAGI, nel luglio 1903, veniva colpita da grave malattia interna, che rendeva necessario il di lei ricovero all'ospedale civile di Sarzana, dove fu sottoposta ad una pericolosa operazione chirurgica. Malgrado l'esito felice di questa, sopraggiunse alla malata una febbre che superò i 41 gradi e laridusse a siffatte condizioni di perieolo, da. far ritenere impossibile la sua guarigione e prossima la catastrofe. Invece, contrariamente alle tristi previsioni degli egregi sani~ri, dopo una lunga convalescenza, la Biagi guariva perfettamente, seuza risentire più alcuna con· seguenza della gravissima malattia sofferta. Ella, che è divotissima della Consolata e assidua lettrice del periodico, tutto attribuisce all'intercessione potente della Vergine Consolatrice da lei costantemente implorata, ed a cui rende pubbliche grazie. Torino. - GRAGLIA FRANCESCA offre la sua catena d'oro da sposa alla Consolata in riconoscenza di grazia insigne da Lei ricevuta, cioè la guarigione da polmonite complicata con più altre malattie, da cui era stata condotta al punto, c·he i dottori curanti avevano dato il caso come disperato e consigliati i parenti a provvedere per l'anima della paziente. Saluzzo. - « Se sono ancora viva; se sono di nuovo in salute, lo devo a Te, cara Madonna della Consolata, perciò ti ringrazio -proprio di cuore. Avevo cominciato assai male il tuo bel mese di maggio: la mia buona mamma piangeva da parecchi giorni presso
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