Missioni Consolata - Gennaio 1906

12 l!' 8oflsolata un resto di timore, l'Isabellina è portata a casa. Un sanitario, chiamato d'urgenza, le presta le cure del caso, che la rimettono completamente dal principio d'asfissia e dallo spavento; il corpicino accuratamente visitato ed auscultato non presenta alcuna lesione interna ed ha all'esterno soltanto alcune non gravi contusioni. «Io, unitamente alla mia consorte, riconosciamo le chiare prove della bontà di Maria SS. Consolatrice nel fatto meraviglioo~o, anzi miracoloso, della salvezza della nostra bimba, che a Lei sempre raccomandiamo cogli altri nostri figliuoli e tutte le cose nostre. Volendo poi ricordare in perpetuo l'insigne benefizio, ho fatto dono alla chiesa parrocchiale di S. Pietro in Felizzano, mio paese nativo, di un quadro grande della Consolata, che l'ottimo parroco, teologo Canestri, di buon grado accettò, collocandolo su un altare della sua chiesa alla venerazione dei fedeli. Ed ora, pieno di riconoscenza verso la Vergine benedetta che mai non abbandona alcun desolato, e persuaRo di essere stato favorito da Lei con un vero miracolo e ciò proprio nell'antivigilia della sua festa, desidero e prego che sia pubblicata questa relazione, affinchè sieno animati da sempre maggior fiducia quanti sperano nella misericordia di Maria SS., pronta in ogni tempo a soccorrere chi la invoca ». « MIRABELLI LUIGI ». Graz-le alla generosUà di pia persona, che ha /atto un'offerta speciale al preciso scopo dz' promuovere glz' abbonamenti al periodz'co, s~·amo z'n grado di spedz're i:n.. premio a chz'unque ci procurerà un nuovo al'Jl'Jonato una magnifica fotocromia (nuovo processo di j'otograjla colorata) tratta dalla vera f'otograjJa della Consolata, della m z'sura dz' 0,.26 X O,19, adatta cz'oè a /arne un grazioso quadro da camera. PEIREGALIDEL CAPO D'ANNO raccomandiamo di leggere gli annunzi che si trovano in copertina. Grazie recenti riferite alla sacrestia del santuario Colonia Ca:iìada de Gomez (Provincia di S. Fè nell'Argentina). - CHIABRO GIACOMO ed una sua figliuola, Bartolomea, aravano un largo campo, guidando ciascuno un aratro tirato da cavalli, all'uso americano. A quello che guidava la giovane, una poderosa macchina marca the Oliver, erano attaccati ben cinque cavalli. A capo di un solco, o fosse capriccio degli animali od una falsa manovra di colei che li ' guidava, intanto che ella cercava di voltare indietro per proseguire il lavoro nel solco seguente, i cavalli preseroall'improvvisoiltrotto verso casa. In un soprassalto, la povera Bartolomea cadde dal suo sedile tra il corpo dell'aratro e la ruota di destra, alla quale restò aggrappata per la manica della veste. I · cavalli intanto continuarono la veloce loro corsa, tirandosela dietro strisciante a terra. Il padre, esterrefatto alla terribile scena, abbandona in mezzo al campo il suo aratro, e disperato rincorre il fuggente convoglio di morte, invocando il Signm·e e la 88. Vergine Consolata per la sua figliuola (parole testuali della sua lettera). Ed ecco, dopo aver percorso un 200 metri circa, il cavallo di testa al timone inciampa, cade: gli altri si arrestano non solo, com'era naturale, ma rimangono immobili come fossero di bronzo. La Bartolomea, sebbene tutta intontita, ritrova subito la sua presenza di spirito: libera la sua manica, e così svincolata, con precauzione si trae dal posto pericolosissimo in cui si trova, uscendo fuori per di dietro all'aratro ed evitandosi così il taglio del potente coltello circolare di cui sono muniti i the Oliver.

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