}2 ·eortsolata 187 Q :=r=--:an- 'C iii il dabitore, avesse luogo con un soddisfacente componimento. · Collegno. - Il bambino BIANCO PAOLO di Casimiro, trastullandosi nel laboratorio del padre, cadde così malamente, che per lo spavento provato e per le ferite riportate alla testa, giacque come morto: i nervi rattrappiti, gli occhi vitrei, sbarrati, sulla faccina . sanguinante il lividore cadaverico..... Il povero pa!lre, fuor di sè per ·il dolore, toglie fra le braccia la sua creatura e via di . corsa, ·come pazzo, in cerca del dottore. Lo incontra per strada. Il_sanitario visita subito il piccino, e commiserando n brav'uomo, lo esorta a riportarlo ·subito a casa, giudican-. dolo in fin di vita. Al" colmo dell'ambascia, l'infelice genitore rivolge una fervida preghiera a Maria Consolatrice, con tuttoil cuore scongi,urandola a rendergli salvo il suo piccino. E esa,udito : dopo due ore di inenarrabile ansia e di continue in,vocazioni, il ,picpolo Pa·olo torna ai sensi, · e poi guarisce completamente. Torino. - RoLLE VINCENZO d'anni 25, al finir dell'agosto 1902 cadde gravemente ma· lato per �morragie che lo estenuavano : il male; oltrechè pericoloso, al dire dei dottori, era di quelli che vanno in lungo, lasciandosi . poi dietro uno strascico di debolezza, cagione di nuovi malanni. Il povero giovane però, prim.a Q.i cader malato, aveva lavorato come decoratore alla Consolata; nel più terribile punto 1 della malattia egli si rivolse con tutto il cuore alla Mà.donna che aveva servita : le promise che, se guariva, avrebbe dipintò egli stesso un quadro votivo e per tre mesi avrebbe fatto accendere ogni sabato una candela al benedetto di lei altare. Appena potè, manifestò a sua madre come si fosse votato alla Consolata, e la buona donna, approvandolo, · si unì al figlio nelle preghiere. La notte sul venerdì 5 settembre un'emorragia copiosissima pareva dovesse ridurre agli estremi il malato; invece verso le 2 '/i essa cessò; dal cominciare di quel sabato la grazia fu fatta ed il Rolle, guarito relativamente presto, si dispose a . compiere, riconoscente, le promesse fatte a Maria ss. ' · . ��=s�� '�,,,�'�ii(:;F.�s==a�. UNA VERA OPERA DI SANTO APOSTOLATO è quella che si fa promovendo gli abbonamenti a questo periodico; perciò mentrepreghiamo i · nostri abbona,ti a rinnovare con sollecitudine il loro abbonamento, ci raccomandiamo pe1·chè vogliano proqurarne di nuovi, assicurandoli che ne avranno ricompensa di grazie e di benedizion� dalla Santissima Ve1·gine. o Il pellegrinaggio diocesano d'Ivrea ALLA CONSOLATA Ivrea, città del re Arduino,ha da età remota 'profondo l'amore e vivo il culto a Maria SS. Consolatrice, propagatosi presto a tutta la .nobile diocesi eporediesé:Vetuste cappelle, altari che portano l'impronta dei diversi secoli scorsi dopo l'undecimo, e che si sono venuti per le parrocchie. moltiplicando in questi ultimi tempi, formano il contesto di una bella storia locale, avente ai suoi capi ' due pagine dolcissime, scritte: la prima dal fiero marchese e re spodestato, a cui la Madre di · Dio rinnovò più degne corona e fama; la seconda da Colui che è divènuto. in · Torino . il Cardinale della Consolata, dopo esserne stato il Vescovo in Ivrea. Per gli antichi vincoli come per i recenti che la legano al santuario, non poteva la. capitale del Canavesano mancare di venirvi a rendere omaggio alla Consolata per il centenario solennissimo. Ma sfavorevoli circostanze, che sarebbe troppo lungo qui richiamare, non avendole permessa la desiderata dimostrazione collettiva nell'occasione delle feste di giugno, con tenacia di propositi che altamente l'onora, Ivrea volle effettuare un pellegrinaggio diocesano la domenica 16 del testè spirato ottobre. Indetto dal Comitato pei festeggiamenti dell' Immacolata, con a capo lo zelante ed infaticabile canonico Bertini, il pellegrinaggio fu condotto a Torino dal vescovo Mons. Filipello, · a cui fapeva corona un nobile e numeroso accompagnamento di cltlro. Le parrocchie della cattedrale e �i S. Maurizio diedero uno splendido contingente; nè mancò la proporzionale rappresentanza delle altre d'Ivrea. Rivarolo, . Caluso, Montanaro, S. Benigno, Pavone, Strambino, Torre Bairo, Borgomasino, Bosconero, Lombardore, Boschetto ed altri paesi erano pure ben rappresentati, e cresceva decoro e significazione ai 'singoli gruppi l'essere eia· scuno presieduto o dai proprii parroci, molti fra i quali illustri per titoli e per beneme· renze, o dai loro rappresentanti. Degni di . speciale menzione. ed encomio (urono i pellegrini venuti dalla lontanissima parrocchia di Noasca, non certo senza grave disagio e sacrificio. Una mi. te, .dolcis!:lima aura di santo fervore
RkJQdWJsaXNoZXIy NTc1MjU=