Missioni Consolata - Giugno 1904

1..§1 8of1solafa 95 dettata dalla folla divota ch'egli aveva vista, pigiata intorno al pulpito, ascoltare dal principio alla fine con attenzione e diletto le lodi di Maria Consolatrice. Consecrazione della gioventù torinese alla Consolata nell'inizio del nuovo secolo Fu questo uno dei più stupendi spettacoli nel crescente risveglio di divozione a Maria Consolatrice. L'idea apparve così bella ed opportuna che, lanciata appena dal periodico, fu raccolta dalle famiglie, dalle direzioni di collegi, scuole, asili d'infanzia, ora. torii festivi, istituti e pii ritiri d'ogni genere. Il movimento, disegnatosi imponente fin da principio, superò poi ogni più lieta aspettazione. Per quasi tutto il mese di gennaio 1901 e fino alla meta di febbraio, drappelli di baldi giovanetti e di vispi ragazzi, stuoli di bimbi innocenti, schiere di pie fanciulle patrizie e di gentili figliuole del popolo, di povere orfane, di sventurate cieche e sordo·mute, muovendo da ogni parte della città, vennero al santuario a dare il loro cuore alla Madre di Consolazione, ad affidarle le tenere loro vite, le giulive speranze o le trepide apprensioni del loro avvenire. Sul loro passaggio suscitavasi una commozione fatta di tenero rispetto, di meraviglia e di santa invidia, e bene spesso il corteo allungavasi d'adulti, che venivano ad occupare ogni piccolo spazio lasciato vuoto dai fanciulli nel santuario. L'atto di consacrazione ripetuto da migliaia di labbra infantili; gli immensi cori di voci bianche levantisi nel canto delle laudi tradizionali della Consolata, diedero alle funzioni di quei giorni una caratteristica stupenda, un fascino che trasse a Maria SS. più d'un vecchio cuore indurito. Commovente oltre ogni dire riuscì la funzione per le sordo· mute, a cui il predicatore rivolse un fervorino nel linguaggio dei segni; la funzione per le Figlie dei militari parve risvegliare i ricordi patrii di cui vibrano tuttora le pareti del santuario; grandiosissime riuscirono quelle per i figli di D. Bosco e del venerabile Gottolengo e quella dell'Istituto Sociale. Imponente poi su tutte fu la consecrazione del giovane clero: 250 alunni dei Seminarii Metropolitano e del Regio Parco e 90 giovani sacerdoti moralisti, presieduti da S. E. il Cardinale Richelmy e dal venerando Mr Bertagna. S. A. R. la duchessa Elena d'Orleans condusse i suoi due bimbi nella prediletta sua cappella delle Grazie, e dal principino .,.o Amedeo, allora in età di poco più di due anni, fece ripetere p;.rola per parola l'atto di consacrazione anche a nome del fratellino minore. Vennero pure con atto divotissimo i figli di S. A. R. il duca di Genova. Ad oltre 80.000salirono i giovanetti strettisi così intorno alla Madre di Consolazione, unendosi, in fratellanza degna degli angeli, tutti gli ordini sociali nelle loro fiorenti speranze dalla reggia ai più poveri orfanelli della plebe. L'esempio di Torino fu largamente imitato, non solo in altre città e borghi della diocesi nostra e delle limitrofe, ma in varie parti d'Italia e segnatamente a Milano ed a Roma. Consecrazione delle case alla Consolata Terminato appena lo stupendo plebiscito della consacrazione della gioventù alla Consolata, per iniziativa del piissimo padre Baima dei Servi di Maria curato di S. Carlo, prese corpo ed incontrò grande favore l'idea di perpetuarne la memoria ed i vantaggi, consacrando a Maria Consolatrice anche le case. Avanzi di tempi antichi, in parecchi cortili di case torinesi, e d'ordinario sul muro prospicienteil portone d'entrata, stavano imagini o statue della Consolata; altre più pregevoli rappresentazioni della Vergine taumaturga, e specialmente alto-rilievi in ceramica, nell'ultima decade del secolo s'eran fatte collocare qua e là da pii proprietari sui loro stabili. Ma le pitture a fresco, le ceramiche, le statue che esigono la nicchia, erano mezzi troppo costosi e non sempre attuabili di consacrazione: conveniva trovarne uno più pratico. E fu trovato. Si fecero eseguire appo· siti quadretti su lamiera di ferro verniciata a gran fuoco e resistente perciò alle intemperie, con su l'effigie della Consolata egregiamente riprodotta dalla taumaturga. In poco tempo oltre 8000 di tali quadretti furono fatti benedire alla sagrestia del santuario, e andarono a segnare col suggello della Patrona di Torino altrettante case cittadine e coloniche. E l'uso si generalizzò, si spezzò, s'irradiò, se così è lecito esprimersi, passando dallo stabile alle singole parti di esso. N è tardarono a giungere relazioni di grazie importantissime, con cui la Vergine SS.aveva mostrato di gradire il nuovo omaggio: incendi evitati, salvezza di persone in pericolosissime cadute, grazie spirituali preziosissime. Dopo la prima, altre ed altre edizioni si fecero di questi quadretti in lamiera, con dimensioni e prezzi ridotti, ma coll'effigie sempre

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