Missioni Consolata - Agosto-Settembre 2022

comunità». Dopo la visita alla missione, alla sera c’è stata una veglia di preghiera con i giovani della comunità di Dosso durante la quale questi seminaristi hanno raccontato la loro vocazione suscitando interesse e prospettive di nuovi orizzonti nella loro vita. E dopo la preghiera sono iniziati i balli al ritmo di tamburi e maracas, come il modo più spontaneo e gioioso di lodare e ringraziare Dio. Il Niger è un paese musulmano in gran parte desertico, e la Chiesa rappresenta appena l’1% della popolazione, una comunità piccola ma vivace nonostante le difficoltà, «e questi giovani lo rappresentano benissimo». (Fides) FRANCIA BEATA PAULINE JARICOT I I 23 maggio scorso, a Lione, il cardinale Luis Antonio Tagle, prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, ha presieduto la cerimonia di beatificazione di Pauline Jaricot, fondatrice della Opera della propagazione della fede e apripista di quelle che sarebbero state le Pontificie opere missionarie, nonché del Rosario vivente. In concomitanza con la beatificazione si è svolta l’Assemblea generale delle Pontificie opere missionarie (Pom) che ha coinvolto oltre cento direttori nazionali delle stesse provenienti dai cinque continenti. Nel comunicato finale le Pom esprimono il proposito di «tornare alle radici per costruire il futuro; abbeverarsi alle fonti, che sono la storia e l’esperienza di vita della beata Pauline Jaricot, per rigenerarsi, rinnovando la propria coscienza di essere battezzati e inviati, veri “discepoli missionari” di Cristo». (Fides) AFRICA BIODIVERSITÀ II Simposio delle Conferenze episcopali di Africa e Madagascar (Secam), nel corso di un evento svoltosi a Nairobi, in Kenya, in concomitanza con le sessioni preparatorie del summit delle Nazioni Unite sulla biodiversità (Cop15), previsto in Cina entro la fine dell’anno, ha reso nota una dichiarazione in cui si esortano i governi a intraprendere azioni urgenti ed ambiziose per proteggere le diverse forme di vita. Nel documento la Chiesa africana invita soprattutto i governi del Nord del mondo a essere trasparenti, a dar conto del loro operato e a tener fede agli impegni finanziari che sono stati presi per arrestare la perdita di biodiversità e promuoverne il recupero. E, a proposito della biomassa del bacino del fiume Congo, la seconda foresta tropicale più grande del mondo, i vescovi segnalano il disboscamento illegale e abusivo e l’accaparramento delle terre legato all’agricoltura industriale, che mettono a rischio la sopravvivenza delle popolazioni indigene e delle specie in via di estinzione. Il Secam sottolinea inoltre come l’emergenza climatica e la crisi della biodiversità siano strettamente legate e spiega che il motivo è la distruzione della biomassa, che provoca la perdita di una risorsa chiave per assorbire il diossido di carbonio nell’atmosfera, cosa che aiuta a mitigare il riscaldamento globale. Allo stesso modo, si sottolinea che il problema ecologico è inseparabile dal suo aspetto sociale perché gli abusi contro la biodiversità colpiscono comunità vulnerabili, che da secoli si prendono cura di questi ecosistemi, e generano anche diversi conflitti sociali. (Vatican News) R MC * * Murang’a 2: il futuro della missione Dal 13 al 16 giugno scorsi si è svolto online il convegno Murang’a 2 organizzato dalle direzioni generali dei Missionari e delle Missionarie della Consolata allo scopo di fare memoria delle conferenze celebrate a Murang’a nel 1904 dai primi missionari giunti in Kenya due anni prima. Un evento in cui si stabilì un metodo missionario che comprendeva catechesi, formazione di catechisti, educazione, salute e visite ai villaggi, tutto per «trasformare l’ambiente», e che si è dimostrato valido fino ad oggi. Il convegno Murang’a 2 ha contato 651 partecipanti, missionari, missionarie e laici, 38 gruppi di lavoro e 6 lingue da 33 paesi, ed è stato un’occasione straordinaria di riflessione e condivisione sul carisma e sulla consolazione nella Bibbia, per guardare insieme al futuro della missione. Un evento sinodale di ascolto reciproco e della realtà, nella memoria dei tanti doni ricevuti, che potrà rilanciare l’entusiasmo e la passione per la missione ad gentes. Sono quattro le parole chiave che hanno accompagnato il convegno: comunione, perché la missione oggi più che mai è frutto di un «noi» piuttosto che di un «io»; carisma, una realtà viva con la sua storia e anche con l’inedito che, affidato a noi, è da costruire e da alimentare; missione, per chiederci che cosa suggerisce lo Spirito e per continuare a scegliere, con coraggio, un servizio ai non cristiani ovunque essi si trovino; sogno, per «non lasciarci rubare il sogno di una missione vera, di una sequela di Gesù che implichi il dono totale di sé» (papa Francesco). Nelle sue conclusioni, il convegno, ispirandosi a «Murang’a 1», ha riaffermato che il metodo missionario della Consolata si caratterizza per vicinanza, incontro, dialogo e accompagnamento. «Siamo eredi di un passato, responsabili di un presente, costruttori di un futuro pur con le nostre limitazioni e povertà. Solidali coi nostri popoli e tra noi, dobbiamo cercare di seguire il passo del Signore nel nostro oggi, qui e ora». Imc 9 agosto-settembre 2022 MC

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