75 agosto-settembre 2022 MC Inserto a cura di Sergio Frassetto MC “ Canonico Giacomo Camisassa ARoma, dal 22 al 26 giugno si è svolto il Convegno mondiale della Famiglia. Si è giunti al decimo appuntamento imperniato, quest’anno, sul tema: «L’amore familiare: vocazione e via di santità». Papa Francesco ritorna sovente sul tema della famiglia, rimarcando i tratti fondamentali che fanno una famiglia felice: «Quello che ci è chiesto è di riconoscere quanto è bello, vero e buono formare una famiglia, essere famiglia oggi; quanto è indispensabile questo per la vita del mondo, per il futuro dell’umanità». Prendendo lo spunto dal tema della santità e della famiglia, ci potremmo chiedere come sono riuscite varie famiglie di Castelnuovo d’Asti, nel 1800, a diventare autentiche fucine di santità, dando vita a ben quattro santi canonizzati (Giuseppe Cafasso, Giovanni Bosco, Domenico Savio e Giuseppe Allamano). Qual è stato il loro segreto? Non potendo qui offrire una risposta adeguata mi soffermo brevemente su due madri, Orsola e Marianna, madre e figlia, diventate poi, la prima, madre di san Giuseppe Cafasso e la seconda, del beato Giuseppe Allamano. Nate a Castelnuovo d’Asti, hanno vissuto la loro infanzia in famiglie semplici di estrazione contadina, sono diventate madri dedite pienamente al sostentamento familiare e all’educazione cristiana della loro numerosa prole, senza trascurare un’attenzione speciale per le persone bisognose del circondario. Entrambe hanno perso presto il marito e senza esitazione hanno saputo prendere in mano le redini della propria azienda agricola, il cui reddito serviva al sostentamento della famiglia. Educatrici sagge, hanno saputo seminare in famiglia i germi di quelle virtù civiche e cristiane che si sarebbero riscontreranno copiose nella vita dei loro figli «celebri». Verso i poveri, sempre numerosi anche nei borghi di campagna, Orsola e la figlia Marianna nutrivano venerazione ed esercitavano cura e amore. C’era sempre una scodella di minestra per chi bussava alla loro porta e i figli, a turno, gliela portavano imparando così ad avere rispetto e considerazione per gli indigenti. Non c’era nascita, malattia o morte nelle famiglie del borgo di Castelnuovo che non vedessero la loro presenza e offerta di aiuto. La nipote, Pia Clotilde Allamano, descrive la casa di Marianna come «ospitale ed elemosiniera». Cosa dire della formazione cristiana offerta ai figli attraverso il loro esempio e il buon consiglio? Animatrice efficace della confraternita dell’Addolorata, Orsola Cafasso ha avuto un impatto non indifferente sulle donne del paese. Nelle loro famiglie i momenti giornalieri di preghiera non mancavano mai. Il rapporto con la parrocchia era sempre attivo e costante. Così in Castelnuovo nascevano e crescevano i santi. padre Piero Trabucco OrsolaeMarianna
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