posto unilateralmente un divieto di pesca in quelle acque. Marcos Jr., però, ha promesso che rafforzerà le relazioni con la Cina dotandole di una «marcia più alta». Durante un colloquio telefonico pochi giorni dopo le elezioni, Xi Jinping ha definito il neoeletto presidente «un costruttore e un promotore dell’amicizia con la Cina», e ha proposto un piano di cooperazione per regolare il futuro sviluppo dei legami bilaterali. «Imelda è amica della Cina e ha un’ottima relazione con il governo cinese ad alto livello, il che è destinato a influenzare la politica estera di Marcos Jr. nei confronti della Cina», ha dichiarato Yang Jinglin, professore associato presso il Centro di studi Cina-Asean (Associazione delle nazioni del Sud Est asiatico) dell’Università del Guangxi (Cina popolare). O VICINO AGLI USA? Marcos Jr. ha comunque garantito che Manila non cederà alle rivendicazioni cinesi sul mar Cinese meridionale, continuando a rifarsi alla sentenza del 2016. «Non permetteremo che un singolo millimetro dei nostri diritti marittimi venga calpestato», ha detto. Un modo per provare a tenere in equilibrio i rapporti sia con Washington che con Pechino. Bongbong ha palesato l’intenzione di ridiscutere e ridefinire il Visiting forces agreement con gli Usa di fronte a uno «scenario regionale in cambiamento». Fino al 30 giugno, Marcos Jr., tra l’altro, non poteva mettere piede negli Stati Uniti a causa di una maxi multa, mai pagata, da 353,6 milioni di dollari comminata a lui e alla madre dopo una class action contro le violazioni dei diritti umani del regime guidato dal padre. Ma, nelle scorse settimane, la vice segretaria di Stato Wendy Sherman ha chiarito che l’impedimento è venuto meno grazie alla sua immunità presidenziale e che il neo leader filippino sarebbe il «benvenuto» negli Usa. Segnale di quanto il posizionamento del paese asiatico sia ritenuto cruciale dall’amministrazione Biden che sta provando a riproiettarsi in Asia-Pacifico per contenere l’ascesa cinese. Da parte sua, il nuovo leader filippino proverà a rafforzare la cooperazione in materia di sicurezza all’interno dell’Asean, riducendo la dipendenza militare dagli Stati Uniti, e a non esporsi al confronto tra blocchi. L’agognato avvicinamento a Pechino potrebbe però essere rallentato dalle tensioni strategiche. Sono lontani i tempi in cui Marcos sr. era stato definito «il braccio destro dell’America in Asia» dall’allora presidente degli Stati Uniti Lyndon Johnson durante una visita a Manila del 1966. Secondo molti, Marcos jr. userà il suo potere per fermare le indagini sul patrimonio della sua famiglia, dato che presiederà la commissione che ancora conduce l’inchiesta. «Giudicatemi per le mie azioni, non per le azioni dei miei antenati», ha chiesto Bongbong. Chissà che cosa ne pensano i protagonisti della rivoluzione popolare del 1986, che hanno visto un Marcos varcare nuovamente la soglia di Palazzo Malacañan. Lorenzo Lamperti FILIPPINE * © Maria Tan / AFP Qui: una strada in Antipolo, provincia di Rizal, il 9 maggio 2022, giorno delle elezioni. * Archivio MC • Filippine, 500 anni di evangelizzazione, Xiao Chua, Marco Bello, luglio 2021. • Filippine: la (sporca) guerra alla droga, Luca S. Pistone, marzo 2019. 64 agosto-settembre 2022 MC
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