Missioni Consolata - Agosto-Settembre 2022

letto o il piano di appoggio del televisore, erano fatti di mattoni di cemento. «Con i risparmi sto comprando del materiale per fabbricare dei mattoni. Quando ne avrò abbastanza vorrei costruire una casa fuori da qui, forse nel quartiere della Manga. Però mi mancherà la vicinanza al mare». Il Grande Hotel si trova di fronte all’oceano, non lontano dal porto costruito dai portoghesi, da cui è cresciuta la città di Beira, su una pianura alluvionale sotto il livello del mare che la espone a inondazioni regolari. Nell’edificio si fa pochissima magiovane, rientrando da una partita di calcio, durante la guerra civile. «Se non fossi saltato su quella mina - mi dice un giorno con un sorriso malinconico - forse non sarei qui a raccontartela perché avrei dovuto combattere durante la guerra civile». Viveva presso il Grande Hotel dall’inizio degli anni Novanta e passava le sue giornate fuori dal panificio in piazza del municipio. Il pane e qualche moneta data dai passanti erano abbastanza per sopravvivere. È là che ci siamo conosciuti, qualche anno fa. Ultimamente però era molto debole e non riusciva ad andare fino alla piazza. E così, mentre mi fermavo a chiacchierare con lui in corridoio fuori dalla sua stanza in lamiera, spesso arrivavano dei vicini con qualche cosa da mangiare. E quando, poco tempo fa, se ne è andato a causa della tubercolosi, gli amici hanno fatto una colletta per pagare il funerale. NEGLI SCANTINATI Moltissime persone vivono negli scantinati, che sono umidi e bui. Tra loro Josè, pescatore, con sua moglie e i quattro figli. La prima volta che sono andato a visitarlo in casa mi ha incuriosito il fatto che tutti i mobili, come ad esempio il tavolo, la struttura del nutenzione. Le infiltrazioni di acqua piovana e gli allagamenti costituiscono un problema ricorrente. In diverse aree sia all’interno che all’esterno ci sono cumuli di spazzatura. I vani degli ascensori e le scale sono diventati delle voragini, in cui occasionalmente qualcuno cade. Il palazzo è esposto ai venti, alla salsedine e all’usura del tempo. La struttura è forte e regge, tuttavia si sta lentamente deteriorando. Ogni tanto alcuni soffitti e pareti crollano, anche se le persone che ci vivono fanno del loro meglio per tenere l’edificio pulito e in sicurezza. Qui: la stanza principale di Ilaria e i suoi tre figli. | Sotto: all’interno manca l’acqua e si deve prendere a una fontana fuori dall’Hotel. | A destra: donne in uno dei «saloni di acconciatura» nel Grande Hotel di Beira. * A MC 59 agosto-settembre 2022 MC

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