venne concepito per essere tra gli hotel più lussuosi d’Africa. Un posto solo per ricchi, per lo più bianchi. In stile Art Déco, le facciate dalle enormi forme geometriche e ripetizioni architettoniche dovevano rappresentare la modernità. Mentre l’esterno non presentava ornamenti o motivi intricati, gli interni dai sontuosi saloni e scalinate erano fatti con materiali costosi abbastanza rari nella regione. Il Grande Hotel era famoso in tutto il mondo, ma chiuse i battenti nel 1963, perché nei suoi otto anni di attività non fu mai redditizio, dato che pochissime persone potevano permettersi di alloggiare in una delle sue 116 camere. Negli anni seguenti aprì solo in alcune occasioni per ospitare grandi eventi, come quando soggiornarono alcuni membri del Congresso degli Stati Uniti in crociera lungo la costa dell’Africa Orientale. Durante i 16 anni di guerra civile iniziata nel 1976, l’edificio servì inizialmente come base dell’esercito e come prigione, successivamente come campo profughi. Fu solo dopo l’abbandono dal suo scopo originale che le stanze furono riempite per la prima volta. Da allora, il Grande Hotel è diventato casa per le persone più vulnerabili, in una città che è in costante crescita ma non è in grado di costruire alloggi decenti e adeguati per chi ci vive. COMUNITÀ AUTOGESTITA Si stima che attualmente ci vivano circa duemila persone, molte delle quali bambini e adolescenti, che occupano tutte le stanze e ogni sezione di questo enorme edificio buio e umido, comprese le scale, i lunghi corridoi e gli scantinati. I suoi abitanti vivono come una comunità autociata per caso nella zona commerciale della città: «Sono venuta a comprare delle stoffe per me e le mie amiche per celebrare tutte assieme il primo di maggio». Quando parlo con Ilaria rimango sempre ammirato dalla sua forza d’animo e dalla sua determinazione nel creare dei piccoli momenti di gioia e nel cercare di dare un futuro migliore ai suoi tre figli. SIMBOLO DELLA CITTÀ Ilaria è una dei tanti abitanti del Grande Hotel di Beira, probabilmente il più popoloso e grande edificio occupato al mondo. È uno dei simboli della città, tra le principali del Mozambico. L’hotel incarna la storia del paese, uno dei più poveri al mondo, con un bassissimo livello di sviluppo umano, aspettativa di vita e altri indicatori socio economici. Fu costruito a metà degli anni Cinquanta, quando il Mozambico era una colonia portoghese, per mostrare al mondo la forza e il successo del regime fascista al potere in Portogallo dal 1933. Era un luogo di opulenza e agosto-settembre 2022 MC 57 Qui: la bancarella di Ilaria, una madre di famiglia che vive al Grande Hotel. | Sotto a sinistra: la facciata del Grande Hotel di Beira, da molti anni abitato da famiglie senza casa. * A MC Occupazione | Famiglie vulnerabili | Precarietà | Casa " Si stima che ci vivano circa duemila persone, molti i bambini e gli adolescenti.
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