Camisassa 100 MC collaboratore: «Dopo pranzo, nell’ufficio dell’Allamano, i due amici prendono una tazzina di caffè insieme e parlano. Più che un parlare, è un comunicarsi gli eventi grandi e piccoli, per un bisogno di confronto, sempre tesi come sono l’uno e l’altro alla ricerca della verità per scoprire i segni dei tempi […]. Dopo la cena, si ritrovano per vagliare quanto nella giornata è emerso e quanto il domani sembra prospettare. Niente di formale, niente di rigido, ma tutto è chiarezza, ricerca, gioia di camminare insieme […]; non ritengono sprecato quel tempo speso per chiarirsi le idee, per approfondire problemi, per giungere a conclusioni. Pregano, vivono nella stessa direzione. L’uno è sicuro dell’agire dell’altro e ciascuno conserva mirabile autonomia». Ogni idea, ogni proposta, ogni progetto veniva esaminato, vagliato, controllato da ambedue insieme: nulla fu mai fatto o da uno solo di essi o indipendentemente uno dall’altro. Frutto di questo dialogo fu la nascita e la crescita dei due Istituti missionari. A noi è rimasto uno spirito, una eredità. «Unità di intenti» era, infatti, l’ideale proposto dal fondatoreai suoi missionari. Nell’abbellimento del Santuario Il 3 ottobre 1880 arrivò al santuario don Giacomo Camisassa, chiamato dall’Allamano per coadiuvarlo. Qui fu vicerettore ed economo del santuario e del Convitto ecclesiastico8 a esso connesso. Nei 42 anni successivi (1880-1922) alla Consolata, l’Allamano e il Camisassa diedero inizio a tutta la serie di attività che avrebbero riempito la loro vita e li avrebbe resi grandi agli occhi di Dio e della Chiesa: riapertura del Convitto ecclesiastico, restauri del santuario, sviluppo della devozione alla Consolata, beatificazione di san Giuseppe Cafasso presentato quale modello del clero, fondazione di due Istituti missionari. Insieme decisero di intraprendere i restauri necessari al santuario in vista anche della celebrazione dell’ottocentesimo anniversario del 1904, ma toccò al Camisassa seguire puntualmente i molteplici lavori. Il santuario allargato e ristrutturato fu benedetto il 20 giugno 1904, con la partecipazione di un legato pontificio, cardinali, arcivescovi e vescovi. Insieme all’Allamano, fondò e diresse la rivista «La Consolata» (1899), per far conoscere la vita del santuario, i lavori di restauro e, in seguito, la vita e lo sviluppo dell’Istituto e delle missioni. Nel 1892 il Camisassa fu anche nominato canonico della cattedrale di Torino. Nella fondazione dell’Istituto Nel 1897 il cardinal Agostino Richelmy, compagno di seminario di Giuseppe Allamano, fu nominato arcivescovo di Torino. Lo speciale rapporto di fiducia e confidenza con il nuovo vescovo, consolidò l’idea della fondazione dell’Istituto missionario che l’Allamano coltivava da tempo, e il 29 gennaio 1901 nacque l’«Istituto della Consolata per le Mis- A sinistra: Rivoli (To), 8 maggio 1902, Camisassa con Giuseppe Allamano e i primi quattro missionari partenti per il Kenya: (da sinistra) Luigi Falda, Tommaso Gays, Filippo Perlo e Celeste Lusso. Foto del viaggio in Kenya da febbraio 1911 ad aprile 1912. Sopra: incontro con il capo di un villaggio che vorrebbe che suo figlio fosse accettato nel cosiddetto «Collegio dei principini», una scuola per i figli dei capi che il Camisassa aveva appena inaugurato a Fort Hall (oggi Murang’a). | Sotto da sinistra: momento di riposo durante i tanti spostamenti. La foto, purtroppo sfocata sul volto del nostro, lascia indovinare un Camisassa sorridente in serena conversazione con i missionari. | Foto di gruppo in mezzo alla gente con missionari della Consolata e suore del Cottolengo a Gaichanjiru. La visita dell’illustre ospite attirava ovunque migliaia di persone. agosto-settembre 2022 41
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