Missioni Consolata - Agosto-Settembre 2022

REPUBBLICA CENTRAFRICANA REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO SUDAN CIAD CAMERUN Bangui Baoro Bouar Bangassou Bossangoa abbiamo fatto con la Bibbia. Trovati i versetti, ci siamo messi intorno a un tavolo e li abbiamo messi insieme, per proporli ai nostri fedeli. Sono religioni monoteiste rivelate, e ci sono delle parole che ci uniscono. Questo l’ho vissuto sul terreno, nel cuore della crisi». UNA SPIRALE PERVERSA I gruppi di Seleka, inizialmente venivano da Sudan e Ciad, non parlavano la lingua locale, il sango, ma l’arabo. Nei territori che occupavano andavano dai musulmani, con i quali riuscivano a capirsi, e si facevano ospitare. Allo stesso tempo depredavano e compivano violazioni e massacri. In primo luogo contro i non musulmani, ma non solo. Nel frattempo, giovani musulmani centrafricani, si univano ai guerriglieri per motivi di convenienza. Cristiani e animisti si vedevano perseguitati. I musulmani locali, spesso costretti a ospitare gli invasori, venivano consierati collaborazionisti. Si stava innescando così la spirale della contrapposizione di religione. L’equilibrio tra le comunità di fede diversa in Centrafrica era saltato. Si trattava, nella realtà, di una strumentalizzazione da parte di gruppi, il cui unico obiettivo era prendere il potere. E così avrebbero fatto. «Se ci siamo levati contro la visione confessionale del conflitto, è perché avevamo l’impressione che ci venisse imposta una narrazione che non corrispondeva alla sociologia religiosa del nostro paese. Da noi le famiglie di religione mista sono numerose, e fino a quel momento ciò non aveva mai posto problema», scrive il cardinale nella sua biografia. pace. A mani nude contro la guerra in Centrafrica», scritto con la giornalista Laurence Desjoyaux, e pubblicato dalla Libreria editrice vaticana. Il 15 dicembre 2012 i tre capi religiosi fanno una dichiarazione congiunta: «Il nostro paese è uno e indivisibile. È un paese laico. Nella sua storia non ci sono mai state guerre di religione. Siamo sempre vissuti in simbiosi, in armonia. Ci ha sempre caratterizzato l’ospitalità. Ora noi veniamo a sapere che ci si accanisce su esseri umani per ragioni religiose. Noi, leader religiosi, diciamo no! Che nessuno dica che questa è una guerra di religione!». Nasce quel giorno la Piattaforma delle confessioni religiose del Centrafrica, che avrà un ruolo importante per evitare conseguenze del conflitto ancora più disastrose. Il gruppo inizia subito un lavoro di sensibilizzazione, utilizzando versetti del Corano e della Bibbia, per dimostrare ai fedeli che i libri sacri non vogliono la guerra e ripudiano la violenza. Ci racconta il cardinale: «L’imam ha cercato nel Corano cosa si dice su pace, perdono e riconciliazione. Il pastore e io stesso lo agosto-settembre 2022 MC 25 Qui: cartina della Repubblica Centrafricana. | Sotto a sinistra: il cardinale Dieudonné Nzapalainga, incontrato al Salone del libro di Torino, il 21 maggio scorso. * A MC Guerra | Riconciliazione | Religioni | Papa " «A tutti mostravamo che c’è un’autorità superiore a loro, che si chiama Dio».

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