effetti dell’inquinamento: sono le marshes, le paludi della Mesopotamia, uno degli esempi più importanti di biodiversità di tutto l’Iraq. Le marshes sono la più grande area umida di tutto il Medio Oriente, oltre diecimila chilometri quadrati di paludi che svolgono un importantissimo compito di «filtraggio» dell’inquinamento del Tigri e dell’Eufrate, preservando così la costa del golfo dalla degradazione. Oggi questa vastissima area è a rischio di scomparsa a causa del riscaldamento globale, della contaminazione delle acque e delle opere ingegneristiche degli stati confinanti. Le marshes hanno una storia molto travagliata. Questi canali erano già navigati dai Sumeri e, stando agli scritti antichi, qui veniva collocato il giardino dell’Eden. Nel 1991, durante il regime di Saddam Hussein, a Bassora ci fu una rivolta da parte degli sciiti, repressa dal dittatore nel sangue e nella violenza. I sopravvissuti a quella strage si rifugiarono qui. Le milizie sciite anti Saddam usarono questi canali e isole per nascondersi e colpire nuovamente il regime con diversi attentati. Il rais Saddam ordinò allora una massiccia opera ingegneristica per prosciugare gran parte delle paludi. In pochi mesi le marshes vennero ridotte del 90% e la sua popolazione scese da 400mila a 40mila. Un disastro ambienQuindi dobbiamo andare e venire per le cure giornaliere. Non so ancora per quanto potremmo permettercelo». La madre di Karaar è solo un esempio delle decine di persone che, parlando con me, alla fine mi hanno chiesto un aiuto economico per questa gravissima situazione. LA MESOPOTAMIA E LE PALUDI IN PERICOLO La piaga dell’inquinamento non reca danno soltanto a ridosso delle raffinerie. Esiste un luogo in Iraq, dal 2016 anche patrimonio mondiale dell’Unesco, in cui è possibile misurare sia statisticamente che materialmente gli tale senza precedenti. Saddam, in seguito, usò le terre ormai in secca, per piazzare rampe missilistiche e bombardare l’Iran. DISASTRO AMBIENTALE NELLE «MARSHES» Qual è la condizione delle marshes oggi? E quella degli abitanti che ci vivono? A Chabaish, lo chiedo a Jassim Al-Asad, direttore del «Nature of Iraq», organizzazione che si occupa del monitoraggio, sensibilizzazione e protezione dell’ambiente in Iraq. «Sono nato nelle marshes. Ho visto questo luogo cambiare giorno per giorno. Ho vissuto il periodo di Saddam, quando le acque erano talmente basse da poter camminare sul fondo dei canali. I problemi che minacciano ancora queste zone oggi sono molti e vanno affrontati uno alla volta. Il primo è sicuramente il riscaldamento globale, qui più evidente che in altre zone del mondo, per l’immissione dei gas delle raffinerie nell’atmosfera. Le temperature, in particolare A sinistra: interno ed esterno delle abitazioni flottanti sulle acque delle marshes. | Qui: immagini del «Basra Children Hospital»: in alto, il direttore Osama Abdullah; sopra, Karaar, uno dei giovani pazienti; a lato, un corridoio dell’ospedale, tra donne velate e pareti rallegrate a beneficio dei piccoli ospiti. * A MC 13 agosto-settembre 2022 MC
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