Missioni Consolata - Dicembre 2020

Antonella, che non si stanca mai di ricordare come il rapporto di- retto, che ha di persona o per te- lefono, con i donatori - l’ascolto, il dialogo, l’empatia - sia una parte imprescindibile del suo lavoro. «Quasi nessuno ha annullato l’a- dozione: soltanto due persone hanno dovuto sospenderla, per quanto a malincuore, perché avevano perso il lavoro a causa della pandemia, non ce la face- vano a continuare». A partire dalla primavera inol- trata sono arrivate anche richie- ste di avviare nuovi sostegni. «Credo che sia la concretezza dell’aiuto a convincere le per- sone», riflette la responsabile. «In un tempo così incerto e diffi- cile, chi dona vuole essere si- curo di aiutare davvero. E che R MC R 79 dicembre 2020 MC cosa c’è di più essenziale e fon- damentale di garantire a un bambino istruzione e salute?». Alcuni, conclude Vianzone, hanno avviato un sostegno pro- prio in memoria di un familiare mancato a causa del Covid-19, «quasi a voler dare alla persona cara che hanno perso nuova vita attraverso un atto di generosità». Chiara Giovetti l’infezione avvalendosi della col- laborazione di un gruppo di gio- vani molto attivo che frequenta la missione e, prima della pande- mia, organizzava giornate di rac- colta dei rifiuti nelle strade della zona e formazione alle temati- che ambientali. IL SOSTEGNO A DISTANZA NON SI AMMALA DI COVID Missioni Consolata Onlus ha un programma di sostegno a di- stanza iniziato nei tardi anni No- vanta. La persona che da oltre vent’anni coordina il programma, Antonella Vianzone, ricordava @ in un’intervista del 2012 che le adozioni sono nate come evolu- zione naturale delle attività del- l’ufficio cooperazione, aperto già nel 1970 grazie a una intuizione di padre Mario Valli, diretto poi da padre Giuseppe Ramponi nei primi anni Duemila e ora guidato da Antonella. Oggi i sostegni a distanza sono circa 1.300, suddivisi in nove paesi fra Africa, America Latina e Asia. Nemmeno la pandemia ha scoraggiato i donatori, che hanno continuato a sostenere i bambini nonostante le difficoltà che dalle chiusure di marzo ad oggi rendono molto più compli- cato per tante persone riservare una quota del proprio reddito alla solidarietà. «Qualcuno mi ha scritto o chia- mato per chiedere di suddividere la donazione in più tranche op- pure di ritardarne l’invio», spiega Da sinistra: distribuzione di aiuti alimentari a famiglie impoverite dal Covid-19 a San Pedro in Côte d’Ivoire e in Roraima (Brasile) alla Ra- posa Terra do Sol. In basso a sinistra: distribu- zione di cibo a famiglie di ri- fugiati dal Malawi a Davey- ton in Sudafrica. In basso: il sostegno a di- stanza cambia la vita a stu- denti poveri, come testimo- nia con gratitudine Malina, accompagnata dall’asilo alle elementari e poi alla secon- daria e ora pronta per l’uni- versità. Foto di questa pagina da AfMC, Torino * * *

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