Missioni Consolata - Aprile 2020

QUANDO DIVENTI PRETE? Se c’è una cosa su cui fratel San- dro torna volentieri nelle due ore che stiamo insieme, è la specifi- cità della sua vocazione. «Io non sono un sacerdote. Sono missionario della Consolata, ma sono un fratello. Da quando sono diventato fra- tello, tutti mi chiedono: “Quando diventi prete? Perché non diventi prete?”. Io però non mi sono mai visto come un sacerdote. Desi- deravo andare in missione e aiu- tare le missioni e la gente. Anche quando sono diventato fratello mi facevano domande: “Sai quello che fai? Sei sicuro?”. Ecco, sulla parola sicuro, direi che uno non è mai sicuro, uno ci prova. Avevo 23 anni quando sono partito per il Kenya. Ho detto: “Io ci provo”, e ci sto an- cora provando. Io vedo la vocazione del fratello nella vita di Gesù. Lui infatti ha vissuto come una persona nor- male, come un laico. Non si è presentato come sacerdote, non era un levita, non era un fariseo. Quando la gente lo vedeva, di- ceva: “È figlio del falegname”. Poi guariva, insegnava, s’interes- sava della gente. Il fratello trova un esempio per sé nella vita di Gesù. Il fratello è quello che si mette al servizio degli altri. L’evangelizzazione non si realizza con il proseliti- smo, ma avviene per attrazione: vedono che tu ti comporti in un certo modo e si sentono di fare altrettanto. Anche noi fratelli, pur non predi- cando, con il nostro esempio siamo evangelizzatori. Noi padri e fratelli della Conso- lata abbiamo gli stessi voti, lo stesso nome, viviamo in comu- nità, però per gli uni la profes- sione è quella del sacerdote, noi fratelli invece possiamo fare qualsiasi mestiere e ci espri- miamo con quello. Oggi il fratello può essere un avvocato, uno che tiene i conti, un medico, un infermiere, un tecnico. Questo per dire che la missione non è fatta solo da sacerdoti an- nunciatori, ma anche da tanti professionisti di qualsiasi campo. E se ci sono dei laici che deside- rano avere il nostro spirito, ben vengano. Perché non è necessa- rio essere dei fratelli, come lo sono io. La missione è aperta a tutti. La missione è aprire il cuore della gente. Tu devi avere un cuore aperto al mondo». Luca Lorusso lippo, e poi quattro anni nella casa regionale di Iringa, come segretario del consiglio regio- nale. «Durante la conferenza regio- nale del 2015, padre Sandro Nava ha parlato di una farmacia a Iringa iniziata da padre Salva- dor Del Molino, e ha chiesto a me di occuparmene. L’idea era questa: fare una farmacia per vendere i medicinali alle mis- sioni, ai dispensari e alla gente a prezzi accessibili. Si trattava di fare un magazzino per vendere all’ingrosso. Ho iniziato, e ora vendo medicine per un raggio di 200 km». MC A A sinistra: foto dell’agosto 1965. Fratel Sandro, il portiere acco sciato al centro della prima fila, con alcuni dei suoi compagni di seminario a Bevera (Lc). Qui: Fratel Sandro (il primo a sinistra) a Sagana (Kenya), verso la fine degli anni Settanta in compagnia di Marino De Cesari (al centro) e di fratel Achille Gasparini. Sotto: estate 2019. Fratel Sandro incontra papa Francesco in piazza San Pietro. * * *

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