Missioni Consolata - Aprile 2020

la responsabilità del comune, nello specifico del Segretariato municipale della donna, dell’as- sistenza sociale e della cittadi- nanza (Semasc). I rifugi per i ve- nezuelani sono diversi, ma due in particolare accolgono solo in- digeni, la maggioranza dei quali Warao. Non si tratta di spazi aperti, come a Boa Vista, ma di condomini popolari, presi in af- fitto per lo scopo. Il rifugio di Tarumã è in un edifi- cio eguale agli altri e senza al- cun segno visibile di riconosci- mento. Tutto cambia appena su- perato il cancello. Si entra in un cortiletto dove sui fili tesi sono posti ad asciugare una selva di indumenti, soprattutto pantalon- cini e magliette. L’interno della struttura è completamente spo- glio, mancano le porte e le scale sono al grezzo. Nelle stanze e lungo i corridoi incrociamo sol- tanto bambini. Gli adulti, infatti, sono quasi tutti in uno spazio al- l’aperto posto al terzo e ultimo piano, una specie di cortile in- «OdisseaWarao» / 3 a puntata: visita ai rifugi della capitale dell’Amazzonia SPERDUTI NELLA METROPOLI BRASILE-VENEZUELA MC A B oa Vista. Alla rodovia- ria ci sono le tende dell’Operação Acolhida. Vi vengono ospitati gruppi di mi- granti venezuelani: una notte, al mattino seguente occorre an- darsene. La presenza dell’eser- cito brasiliano, che gestisce l’o- perazione, è visibile ma di- screta. Pochi metri più in là delle tende ci sono gli stalli dei bus. Sono tre le compagnie che pre- stano servizio tra Boa Vista e Manaus. La capitale di Roraima e la metropoli dell’Amazzonia distano poco meno di 800 chilo- metri, percorsi in circa 10 ore. Viaggiamo tutta la notte lungo la sola (per fortuna, viene da pensare) strada esistente chia- mata Br-174. Una via di comuni- cazione che ha portato a un di- sboscamento straordinario, con l’eccezione della parte che co- steggia la riserva dei Waimiri- Atroari (a conferma che dove ci sono popoli indigeni la foresta è sempre più preservata). Questo è il percorso che molti venezuelani, e Warao in partico- lare, intraprendono per cercare I Warao sono arrivati anche a Manaus, la metro- poli dell’Amazzonia. Ci sono due abrigos ufficiali: uno in pieno centro (Tarumã) e uno all’estrema periferia (Alfredo Nascimento). Li abbiamo visitati entrambi. Non senza qualche difficoltà. di MARCO BELLO e PAOLOMOIOLA © Paolo Moiola lavoro e una vita migliore in Bra- sile. È un viaggio obbligato sia per fermarsi nella metropoli che per raggiungere una qualsiasi altra città del paese. Arriviamo a Manaus al mattino. Anche qui la rodoviaria ospita tende per i migranti venezue- lani, ma la situazione pare più problematica rispetto a Boa Vi- sta, forse anche per gli spazi an- gusti e per il contorno di un traf- fico automobilistico straordina- riamente intenso. Le dimensioni cittadine sono decisamente maggiori di quelle di Boa Vista, per andare in cen- tro città ci mettiamo circa un’ora di taxi. Ci sono semafori e auto ovunque. Non sembra davvero di essere nel cuore dell’Amaz- zonia. TARUMÃ L’abrigo di Tarumã, gestito dalla municipalità, è in pieno centro, a pochi passi dal teatro Amazo- nas, l’unico edificio di rilievo sto- rico di Manaus. Nella più grande città amazzo- nica (conta circa 2,1 milioni di abitanti), gli abrigos sono sotto 10 aprile 2020 MC

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