Missioni Consolata - Marzo 2020

67 Marzo 2020 MC esempio, la prima domanda da porsi è se la produzione di ac- ciaio va mantenuta o abbando- nata tenendo conto della soste- nibilità economica e ambientale del paese. LO STATO E I LAVORATORI Ci serve produrre acciaio? E in che quantità? Per farne cosa? A quale prezzo rispetto ai cambia- menti climatici? E se la conclu- sione dovesse essere afferma- tiva, dovremmo comunque ac- cettare che prima di fare ripar- tire la produzione, lo stabili- mento sia rimesso a norma. Con spese a carico di chiunque lo ri- levi. E se dovesse succedere che nessun privato si fa avanti, lo dovrebbe fare lo stato, nazio- nalizzando lo stabilimento. Il tutto senza fare subire contrac- colpi alle maestranze che, du- rante il periodo di chiusura, do- vrebbero comunque ricevere uno stipendio. Che non significa automaticamente una cassa in- tegrazione in cambio di niente, ma in cambio di lavori social- mente utili. Se invece doves- simo giungere alla conclusione che lo stabilimento di Taranto non ci serve più, allora deve es- sere creata occupazione alter- nativa per tutti i lavoratori coin- volti. Nell’immediato, tramite il soddisfacimento dei bisogni am- bientali e sociali, primo fra tutti la bonifica del territorio e dei corsi d’acqua. Più in prospettiva, tramite la produzione di beni e servizi che possono generare reddito utilizzando corretta- mente ciò che il territorio è in grado di mettere a disposizione sotto il profilo naturale, cultu- rale, professionale. Con un forte ruolo da parte dello stato, che solo per motivi ideologici lo si vuole escluso dall’attività pro- duttiva ed economica. Però, quando si dice stato, si dice co- munità. È tempo che la comu- nità torni protagonista della pro- pria economia. Francesco Gesualdi mianto che ha provocato mi- gliaia di casi di tumore al pol- mone, sia nei lavoratori che nei cittadini. Molti altri prodotti an- drebbero rimessi in discussione. Valgano come esempio i pesti- cidi e le sementi geneticamente modificate di cui non cono- sciamo tutte le ripercussioni su- gli ecosistemi, né gli effetti nel lungo periodo. È responsabilità di ogni collettività fissare il limite di rischio accettabile e, nel dub- bio, utilizzare come criterio il principio di precauzione. Vigilare significa verificare che le aziende attuino tutte le mi- sure che servono per portare le emissioni legate ai cicli produt- tivi al di sotto del limite di dan- nosità per la collettività e garan- tire ai lavoratori condizioni di si- curezza. E non importa se ciò comporta un aumento dei prezzi finali. La salute e la tutela am- bientale vanno considerati costi da includere nei prezzi finali al pari dell’energia o delle materie prime. Se lo avessimo fatto da sempre, forse avremmo evitato un consumismo sgangherato che ha portato a fenomeni di grave degrado del pianeta. Rimediare significa correggere le situazioni malsane, tutelando al tempo stesso la salute e i po- sti di lavoro. Ogni volta con stra- tegie appropriate alla situa- zione. Rispetto a Taranto, per sposta a rilevarlo. Nel 2017 la gara di assegnazione venne vinta da Arcelor Mittal che però di lì a poco si accorse di avere fatto male i conti, e nel novem- bre 2019, accampando come pretesto il mutato contesto legi- slativo, annunciava di voler re- cedere dal contratto. Di nuovo senza proprietario, attorno allo stabilimento si è riaperta la vec- chia contesa: approfittare della vacanza gestionale per fermare tutto e mettere finalmente la città in sicurezza o trovare in fretta un nuovo proprietario per mandare avanti la produzione? In altre parole, privilegiare la sa- lute o il lavoro? PREVENIRE, VIGILARE, RIMEDIARE Il dilemma è talmente assurdo e scandaloso che va rifiutato. Il la- voro è un diritto perché serve per vivere, ma se porta morte che lavoro è? In altri termini non può esistere lavoro, se non esi- ste salute. Per cui è compito della Repubblica creare le con- dizioni affinché non si ponga mai, nel paese, questo tipo di contrapposizione. E deve farlo attraverso tre strategie: preve- nire, vigilare, rimediare. Prevenire significa vietare la produzione di beni dannosi sia per chi li produce che per chi li usa. Tipico l’esempio dell’a- A fianco: una veduta di Taranto dal mare. * © Fabio Duma Lavoro | Salario | Sfruttamento | Equità | Salute MC R © Fabio Duma

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