Missioni Consolata - Ottobre 2018

EDITORIALE Ai lettori OTTOBRE2018 MC 3 di Gigi Anataloni Cuori aperti «F ratelli, vivete la vostra fede in Gesù Cristo, nostro Signore glorioso, senza in- giuste preferenze per nessuno», scrive Giacomo (Gc 2,1). «Facciamo un esempio»: con l’aereo arriva CR6 1 , ricco, aitante e famoso, «voi vi mostrate pieni di premure e dite»: ecco qui un bel po’ di milioni per farci incantare dalla tua fama. «Viene anche uno che è povero e vestito male»; è scuro di pelle e arriva dal mare, tale Pacchia 18i. A lui, invece, dite: rimani sulla nave, che ti rimandiamo da dove sei venuto, ladro di lavoro, insidiatore di donne, mangiatore a ufo. «Se vi comportate così, non è forse chiaro che fate delle differenze tra l’uno e l’altro e che ormai giudicate con criteri malvagi?» (Giacomo 2,1-4). Il testo di Giacomo non è proprio così, ma forse lo sarebbe stato se lo avesse scritto nell’Ita- lia e nell’Europa di oggi contagiate da sovranismi, populismi, xenofobie, nostalgie vetero- cattoliche e rigurgiti antipapisti o, meglio, anti-Francesco. Avrebbe detto parole di fuoco in questa nostra Europa che sembra avvinta da un identitarismo cristiano di facciata («appar- tenere e credere senza praticare») cavalcato da tanti politici. Una pseudo identità cristiana che trova alleati in certi movimenti politici e religiosi che vedono nel Vaticano II, e soprat- tutto in Francesco, lo stravolgimento della Chiesa. E in nome di questa presunta identità cri- stiana si costruiscono muri, si difendono privilegi, si giustificano intolleranza, esclusioni, raz- zismi e violenze. «Non è forse chiaro che fate delle differenze tra l’uno e l’altro e che ormai giudicate con criteri malvagi?», dice Giacomo. La logica del Vangelo è diversa, e ce lo ricorda Francesco: «[La] trasmissione della fede av- viene dunque per il “contagio” dell’amore, [essa] esige cuori aperti, dilatati dall’amore. Al- l’amore non è possibile porre limiti: forte come la morte è l’amore (cfr Ct 8,6). E tale espan- sione genera l’incontro, la testimonianza, l’annuncio; genera la condivisione nella carità con tutti coloro che, lontani dalla fede, si dimostrano ad essa indifferenti, a volte avversi e con- trari. Ambienti umani, culturali e religiosi ancora estranei al Vangelo di Gesù e alla presenza sacramentale della Chiesa rappresentano le estreme periferie, gli “estremi confini della terra”, verso cui, fin dalla Pasqua di Gesù, i suoi discepoli missionari sono inviati, nella cer- tezza di avere il loro Signore sempre con sé (cfr Mt 28,20; At 1,8). In questo consiste ciò che chiamiamo missio ad gentes » ( Messaggio per la Giornata missionaria mondiale 2018 ). E ssere dalla parte del Vangelo è fare scelte concrete di Amore che contestano il modo farisaico di vivere una religione centrata sul sacro e sull’esteriorità e che non disturba né l’economia che sfrutta l’uomo e l’ambiente (a beneficio di pochi straric- chi), né la politica autoritaria e populista che offre false sicurezze e utopie. Le scelte d’amore sono scelte che si pagano, a cominciare dagli insulti sui social , dalla violenza e in- tolleranza subite quotidianamente, legittimate dal vocabolario e dallo stile di chi dovrebbe essere al «servizio» del bene comune. E questo è vero non solo nel mondo della politica, ma anche all’interno della Chiesa stessa, dove - è triste scriverlo - si consumano gli attacchi più feroci proprio contro papa Francesco, autentico testimone della misericordia di Dio. La Chiesa di Gesù è nel mondo senza accettare la logica del mondo, cosciente delle sue de- bolezze ma anche della forza della Parola di cui è custode e testimone. La Chiesa di cui siamo parte che non è il Vaticano, quel chilometro quadrato della città di Roma ricco di bel- lezza e, allo stesso tempo, segnato da contraddizioni e scandali. La Chiesa non è solo ve- scovi e preti, religiosi e suore. Troppo comodo pensarla così e denigrarla per gli eventuali scandali di chi dovrebbe essere esempio di santità, generalizzando, dimenticando le testi- monianze meravigliose di chi senza rumore e pubblicità paga di persona, anche con la pro- pria vita, ignorando le malefatte che anche i «laici» commettono quotidianamente. La Chiesa è di ogni cristiano, di ogni battezzato: la mia Chiesa, la tua, la nostra Chiesa, di cui siamo pietre vive, nella quale siamo attori, non spettatori o giudici. La nostra «Madre» Chiesa, «santa e prostituta», come scrivevano i Padri, che impoveriamo con le nostre debo- lezze, ma rendiamo splendida se «con le nostre opere belle» facciamo sì che gli uomini «rendano gloria al Padre nostro che è nei cieli» (cfr Mt 5,16). 1. «CR6». Dicono sia CR7, ma il 7 nella Bibbia è il numero della perfezione, meglio il 6, un po’ imperfetto...

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