Missioni Consolata - Maggio 2018

caffè e tutti gli altri cibi che consumiamo sono stati prodotti con l’uso di acqua. E non solo i cibi, ogni oggetto. Se andiamo su un motore di ri- cerca e digitiamo «impronta idrica», troveremo molte infor- mazioni a riguardo. Nel sito www.waterfootprint.org è an- che possibile calcolare la quan- tità di acqua necessaria per so- stenere il nostro stile di vita. CALCOLA L’IMPRONTA IDRICA Prendiamo un foglio ed elen- chiamo tutto ciò che abbiamo mangiato oggi. Per ogni ali- mento, attraverso il sito, calco- liamo la quantità di acqua ne- cessaria e infine facciamo la somma. Quanti litri di acqua abbiamo usato davvero per un solo pasto? Se vogliamo avere un’idea della nostra impronta idrica Secondo l’Oms la quantità mi- nima per soddisfare i bisogni vi- tali è di 40 litri e ben il 40% della popolazione mondiale vive sotto questa soglia. Dopo quelli del decalogo, un altro consiglio, probabilmente il più importante, è quello di non dire: «Questo lo faccio già». Perché fermarsi ogni tanto a osservare i nostri com- portamenti ci può aiutare a tro- vare i punti in cui ci siamo «ri- lassati», o a individuarne di nuovi su cui lavorare. LA SETE NEL MONDO Se pensiamo che nel mondo un miliardo di persone non ha ac- cesso all’acqua potabile, 8 mi- lioni di persone muoiono ogni anno per malattie legate alla scarsità d’acqua, forse ci sor- gerà il dubbio che i consigli del decalogo, benché utilissimi, da soli non bastino. Ora proviamo a pensare a uno degli ultimi pasti che abbiamo consumato: la cena. Quanta ac- qua abbiamo consumato? Pro- babilmente la maggior parte di noi dirà il numero di bicchieri d’acqua bevuti. Ma siamo sicuri che l’acqua consumata in un pasto sia solo quella? Pensiamo all’acqua necessaria per cuocere la pasta, a quella per lavare l’insalata, all’acqua per il caffè. Ecco che i litri au- mentano. Ma ancora non basta. La pasta stessa, l’insalata, il complessiva, teniamo conto che non solo i cibi hanno biso- gno di acqua per essere pro- dotti e per arrivare a casa no- stra, ma anche i vestiti che in- dossiamo, la tastiera con cui scriviamo, gli occhiali con cui guardiamo, l’auto con cui ci spostiamo, la carta su cui scri- viamo. Per una sola maglietta di co- tone possono servire fino a 2.700 litri di acqua, per un paio di jeans 7.500 litri, per una taz- zina di caffè 140 litri, per un fo- glio di carta 10 litri, per 1 kg di carne bovina servono 16.000 li- tri. Bisogna infatti tener conto dell’acqua utilizzata per colti- vare i chicchi di caffè, per man- tenere le piantagioni di cotone o gli allevamenti, quella usata per estrarre le materie prime dal suolo e ancora quella im- piegata nel processo produt- tivo e nel confezionamento e nel trasporto. Possiamo provare a calcolare la nostra impronta idrica sul sito ufficiale waterfootprint.org. È QUESTIONE DI STILE Non basta dunque ricordarsi di chiudere il rubinetto mentre ci laviamo i denti, è importante anche condurre uno stile di vita più attento e meno consumi- stico, tenendo bene a mente che dietro a ogni prodotto ac- quistato si nascondono centi- naia di litri d’acqua. Prima di AMICO.RIVISTAMISSIONICONSOLATA.IT Oxfam East Africa /flickr com_Somaliland 2012 World Meteorological Organization / flickr.com_Water Ways Photo Competition 2014 Finalist: «Water suppliers carrying life» by Lucien Stolze

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