Missioni Consolata - Aprile 2017

colare anche nelle moschee. Con- divido che l’appoggio di alcuni sa- pienti salafiti alle organizzazioni o, in misura maggiore, il silenzio di fronte al loro operato, è grave. L’i- dea che la profonda ingiustizia politica e sociale presente nel mondo arabo e musulmano e le ferite della storia possano essere guarite con le armi o, peggio, con il terrorismo o l’odio verso l’Occi- dente è presente e va isolata e contrastata dagli stessi salafiti. Un dibattito c’è tra gli studiosi e c’è una presa di coscienza di que- sto, abbiamo riportato anche nel libro alcune riflessioni di espo- nenti del neo salafismo che fanno autocritica. Segnalo però che un grande numero di fatwa , sen- tenze giuridiche islamiche, sono state emesse in tutto il mondo contro i gruppi che compiono at- tentati terroristici e uccidono ci- vili, e in generale contro il terrori- smo di matrice religiosa. Nel libro diamo anche indicazioni per acce- dere ad archivi online di questi documenti, almeno dal 2001, dall’attentato alle Torri Gemelle. Al-Qa‘ida è stata oggetto di molte prese di posizione forti». Dalle fatwa emerge che alcuni professori e scienziati islamici condannano il Daesh ma non altri gruppi jihadisti qaedisti, come Jabhat al-Nusra. Perché? «Nel libro abbiamo preso in con- siderazione le opinioni dei sa- pienti solo sul Daesh, ma ci sono state molte fatwa anche contro al Qa‘ida e affiliati, anche all’epoca di Bin Laden. In alcuni testi tra- dotti nel volume emerge che il nari nei “ foreign fighters ” arruo- lati nel Daesh, e non mancano certo gli apporti dei vari servizi se- greti, ma non si può ignorare che l’indottrinamento esiste, ed è ri- volto alle fasce più vulnerabili tra cui gli emarginati, disagiati anche psichici e con dipendenze da so- stanze, detenuti, persone che passano dall’essere lontanissimi dalla religione al fanatismo. Si fa leva sul bisogno di riscatto, e sul risentimento di questi giovani, che non è poca cosa. Inoltre, biso- gna saper dare delle risposte teo- logiche e politiche alle esigenze dei musulmani in epoca moderna, che siano un’alternativa al salafi- smo o all’islamismo dei Fratelli Musulmani». Dal suo libro emerge che molte voci islamiche autorevoli si sono sollevate contro il cosid- detto jihadismo, dal 2014, quando ormai la situazione era diventata drammatica. Secondo lei, come mai nei tre anni pre- cedenti, in coincidenza con lo scoppio della guerra civile in Li- bia (2011) e in Siria (2012), c’è stato silenzio o addirittura ap- poggio ad alcune organizzazioni o gruppi? «Noi abbiamo considerato le di- chiarazioni emesse a partire dal giugno 2014, ovvero dalla procla- mazione del cosiddetto califfato da parte di al-Baghdadi. Vole- vamo fare emergere l’aspetto teologico e la delegittimazione re- ligiosa del califfato, poiché ab- biamo concepito il volume come uno strumento, nel suo piccolo, contro il radicalismo, da fare cir- 30 MC APRILE2017 ISLAM Fronte al-Nusra è stato visto ini- zialmente come una importante forza anti Assad, mentre il Daesh è un’organizzazione che ha con- trastato e indebolito l’opposi- zione ad Assad. La condanna delle azioni terroristiche, però, è un punto fermo, indipendentemente dai gruppi». Alcuni studiosi occidentali, come Massimo Campanini e Bruno Étienne, vedono nel «fondamentalismo» islamico una sorta di «potere costi- tuente», cioè rivoluzionario, contro l’oppressione sia interna sia esterna al mondo islamico. Cosa ne pensa? «Il pensiero politico islamico, l’i- slamismo nelle sue varie forme, è una importante eredità del Nove- cento e non va demonizzato. Il mondo musulmano ha elaborato teorie politiche diverse per risol- vere i problemi dovuti al coloniali- smo, al sionismo, agli autoritari- smi nati dalla decolonizzazione, mai avvenuta in realtà. Io credo che il pensiero di Sayyid Qutb, o di Ali Shari‘ati, ma anche di Has- san al-Banna abbia avuto un ruolo fondamentale nell’acquisi- zione di consapevolezza della pro- pria condizione rispetto a queste questioni. Anche pensatori più re- centi come Ghannushi hanno ela- borato teorie che possiamo inse- rire nel quadro del costituzionali- smo islamico. Ma il terreno è pieno di insidie, come abbiamo vi- sto dopo le cosiddette primavere arabe. Si può vedere però anche in positivo. L’islamismo militante degli ultimi decenni è anche un © Isis / Dabiq n. 10 A destra : bambini di miliziani del Daesh fotografati con le armi in mano; le imma- gini sono tratte dalle (ricercate) riviste del Califfato ( nota : gli occhi dei piccoli sono stati coperti dalla nostra redazione). #

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