Missioni Consolata - Marzo 2017

20 MC MARZO2017 ferenze del mondo. In questa prima fase della sua vita Siddharta si dedicò con grande impegno allo studio di testi religiosi e di poemi classici. Nonostante tutte le atten- zioni del padre e la protezione di chi gli era accanto, qualcosa a un certo punto cambiò, come era stato profetizzato. Infatti, Siddharta ancora bambino, oltre a essere stato presentato al tempio del dio Abhaya - come era consue- tudine per l’epoca nella regione in cui nacque l’induismo - ricevette la visita del saggio Asita, il quale an- nunciò al re Suddhodana che suo figlio sarebbe diventato o un grande imperatore o un asceta che avrebbe liberato il mondo dalla sofferenza. Fu per questa profezia che Siddharta venne te- nuto all’oscuro dai mali che afflig- gono il genere umano. Nel mondo reale Verso i 30 anni però, il suo im- pulso in direzione della ricerca spi- rituale lo spinse a varcare la porta del palazzo reale. Povertà, malat- tia, morte si mostrarono a lui nel loro più freddo e inquietante aspetto. Fu così che il velo dell’i- gnoranza venne squarciato e Siddharta comprese la vanità dei piaceri terreni e la vacuità della vita. Abbandonò - come Francesco d’Assisi secoli dopo e ad altra lati- tudine - agi, vesti nobiliari, lasciò la famiglia e il palazzo reale per ab- bracciare una vita da asceta er- rante. Per anni si dedicò alla pra- tica meditativa e diventò così un bodhisattva , un essere sulla via dell’«Illuminazione». Si nutriva po- chissimo, talvolta - narra la leg- genda - con un solo chicco di riso al giorno e spesso rimaneva così assorto nella sua meditazione da non curarsi dei bisogni del corpo. Dopo anni scanditi da preghiere, ritiri meditativi, privazioni e annul- lamento dei sensi, Siddharta di- venne un «Illuminato», scoprendo «la Via di Mezzo» e realizzando la vera natura del mondo fenome- nico (ovvero così come appare per il tramite delle esperienze senso- riali). Predicando ed errando, il Buddha giunse a Sarnath e qui, nel parco delle Gazzelle, pronunciò il suo primo sermone, col quale mise in moto la ruota del Dharma. Attorno al Buddha accorsero al- lievi, che poi divennero suoi disce- poli e coloro che formarono la prima comunità monastica buddhista ( Sangha ). Verso il 483 a.C. a Kushinagar, avvenne il suo Parinirvana , la morte fisica, ov- vero l’estinzione completa, quindi l’assenza di ulteriori rinascite. Il Nirvana e le correnti L’Illuminato non lasciò alcun testo scritto. La sua più importante ere- dità furono i discorsi che udirono i suoi discepoli e che poi vennero si- stematizzati in una serie di rac- colte. Dopo la morte del Buddha vennero organizzati diversi Concili che misero in luce differenti inter- pretazioni dei suoi insegnamenti. Il primo grande Concilio di anziani cercò di formulare alcune norme, ma nel corso del secondo emer- sero contrasti al riguardo. Fu in questa fase di transizione che sor- sero varie correnti all’interno del buddhismo. Le più note sono quella Mahāyāna, quella Vaj- rayāna e quella Theravāda. Il buddhismo Mahāyāna, chiamato del «grande veicolo», costituisce lo sviluppo del buddhismo in senso filosofico e mistico. Struttu- rata in forme meno rigide, la scuola Mahāyāna pone al centro la compassione universale e il ruolo del bodhisattva , colui che agisce per liberare tutti gli esseri dal ciclo di morte e rinascita. È presente in Cina, Vietnam, Corea, Giappone, Nepal, in Tibet ed è ormai molto diffusa anche in vari monasteri edificati in Occidente. Il buddhismo Vajrayāna, detto an- che «la via del diamante», è la cor- rente che più si è concentrata sulle pratiche rituali e sulla mi- stica. Si è affermata verso il VI sec., diffondendosi prevalentemente in Tibet, ma anche in Nepal, Cina e Giappone. Questa corrente esote- rica attribuisce importanza cen- © Selene Calloni Williams A sinistra : Selene Calloni Williams con il monaco Gotatuwe Sumanaloka Thero, insegnanti di mindfulness. RELIGIONI #

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