Missioni Consolata - Gennaio/Febbraio 2017

GENNAIO/FEBBRAIO2017 MC 7 160 morti al giorno. Gio- vani neri, con poca scola- rità, e donne sono le principali vittime di un paese il cui popolo, al contrario di ciò che si di- vulga, non è allegro, né pacifico o tollerante in relazione alle differenze. In verità, il Brasile si è mostrato uno dei paesi più violenti del mondo, nel quale le morti banali e futili, sono più numero- se di quelle che succedo- no in nazioni in guerra». La traduzione veloce è mia, per cui ci può esse- re qualche errore. Ho paura di dimostrare col mio scritto molto pessimismo, me ne scu- so, e cambio argomento. Centro di Documenta- zione Indigena I consiglieri della nostra Regione missionaria hanno deciso che si può mandare avanti il pro- getto di costruzione di un edificio ad hoc per il Centro di Documentazio- ne Indigena (Cdi); ora si tratta di trovare qualche una compagnia di valori di São Paulo. Non ho co- noscenza di persone pu- nite per queste attività il- legali. In questo contesto di impunità, chi finisce per avere la peggio sono gli Yanomani. Uccisioni Ciononostante non sono gli unici a soffrirne le conseguenze. È stata confermata l’uccisione di sei «garimpeiros» da parte di un gruppo di Ya- nomami, in una regione non lontana dalle sor- genti del rio Catrimani. La notizia che si è spar- sa dopo la denuncia a- nonima di un cercatore d’oro «sconosciuto», è stata poi confermata da alcuni Yanomami a mez- zo radio. Essi hanno an- che avvisato che aveva- no bruciato i cadaveri. Due settimane fa, il go- verno ha organizzato u- na spedizione per ri- scattare i cadaveri. La spedizione che si è reca- ta sul luogo con un eli- cottero (si tratta di loca- lità di difficile accesso in piena foresta), ha ripor- tato a Boa Vista i resti dei corpi che erano stati bruciati con un fuoco molto grande, probabil- mente ottenuto con l’uso del combustibile che i «garimpeiros» usavano per azionare i motori necessari per l’estrazio- ne del minerale. L’iden- tificazione dei «corpi» è stata affidata a speciali- sti che avranno certa- mente molto lavoro per arrivare a stabilire a chi appartenevano. Mi sono chiesto come può essere capitato que- sto «incidente». Non è facile poterlo affermare. Anche se, come sempre, si sa che il modo di fare degli invasori è quello di cercare di ingannare gli indigeni, facendo pro- messe, distribuendo piccoli regali, fornendo un po’ di alimenti (riso, sale, ...). In alcuni casi offrono armi da fuoco ai leaders più influenti (fu- cili da caccia), e poi li tengono buoni lesinando le munizioni. Mi è stato detto anche che sareb- bero morti tre bambini in poco tempo, forse per causa di malattie intro- dotte involontariamente dai cercatori d’oro; un indigeno ha detto che i «garimpeiros» avrebbe- ro minacciato qualcuno di loro. Sta di fatto che il famoso massacro di Haximu, nel quale per- sero la vita sedici Yano- mami, in maggior parte bambini, avvenne molto vicino al nuovo luogo del conflitto; gli Yanomami erano al corrente di co- me il tutto era avvenuto in quell’occasione, e con ogni probabilità hanno riscontrato qualche ana- logia nel comportamen- to di quelli che a suo tempo avevano parteci- pato all’atto genocida. Funai ridimensionata Su un’altra questione, abbiamo finalmente ot- tenuto da un funzionario della Funai delle buone fotografie aeree del vil- laggio di indigeni isolati che da oltre un anno so- no in una località prossi- ma ad uno dei luoghi di «garimpo» clandestino, e senza la possibilità di controlli, a causa della ristrettezza di fondi che il Governo Federale ha sta- bilito per la Funai. Ho l’impressione che, in alto loco, stiano tentando di rendere la Funai un or- gano decorativo. Ci sono parecchi indizi, non solo a Roraima, che questo stia avvenendo. È abbastanza frequente che autorità di vari livelli si pronuncino sfavorevol- mente circa il rispetto dei diritti dei popoli indi- geni garantiti nella Co- stituzione Federale. Ad ogni modo, per lo me- no per ora, pare che il villaggio isolato goda di buona salute; sono sulle spine perché questa si- tuazione può precipitare in qualsiasi momento e nessuno sta prendendo provvedimenti per cerca- re di evitarlo. Più morti che in guerra Saltando di palo in fra- sca. Vi riporto alcuni dati che ho trovato sul gior- nale EcoDebate , il giorno 08/11/16: «Secondo i dati dell’Istituto di Ricerca E- conomica Applicata (I- pea) e del Forum Brasi- liano di Sicurezza Pub- blica , il Brasile ha raggiunto la cifra record di 59.627 omicidi nel 2014, il che equivale a Continua a pag. 74 Qui a sinistra : assemblea de- gli indios Yanomami a Catri- mani (ottobre 2016). | Sotto : fratel Carlo Zacquini, alla missione di Catrimani dal 1964, oggi risiede a Boavi- sta (Roraima). # © Carlo Zacquini © Paolo Moiola MC R

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