Missioni Consolata - Gennaio/Febbraio 2017

24 MC GENNAIO/FEBBRAIO2017 la rivista pubblicata dall’Università Centroamericana (Uca) di Mana- gua. Va ricordato che la Uca, fon- data dalla Compagnia di Gesù nel 1960, è senza dubbio uno dei più noti e prestigiosi istituti universi- tari dell’America Latina. I dubbi sulle elezioni Maria, Daniel Ortega e Rosario Murillo hanno vinto di nuovo. Tutto bene? «Non sapremo mai i numeri uffi- ciali di queste elezioni. Da otto anni le autorità elettorali mentono e tutti lo sanno in Nicaragua. Ep- pure Daniel Ortega non ha stra- vinto. In ogni caso, ha vinto perché ha preparato tutto per non avere né osservatori internazionali né partiti reali in competizione. Noi abbiamo calcolato un 70% di aventi diritto che non sono stati a votare, arrivando all’80% nelle zone rurali. Quindi, il 72,5% otte- nuto da Ortega è stato calcolato su appena un 30% di votanti. Sa- rebbe corretto definirla una vitto- ria di Pirro». Dopo le elezioni, l’emittente Tele- Sur ha commentato: «Con il suo processo elettorale esemplare, la democrazia nicaraguense è attac- cata con aggressività dai governi e dai media occidentali. (...) Nelle elezioni statunitensi del 2012 Ba- rack Obama vinse con l’appoggio del 31,5% (...). Daniel Ortega ha vinto con un appoggio del 49,4%» (TeleSur, 10 novembre). Dove sta la verità? «In queste elezioni chi ha vinto è stata l’astensione. Qualcosa di molto significativo in Nicaragua, dove alla gente piace votare, perché le persone hanno “fede elettorale”. Le cifre diffuse dal disprezzato Co- mitato elettorale non sono credibili. Sono state precedute da tre frodi elettorali provate (2008, 2011 e 2012). Il problema elettorale in Ni- caragua è molto grave perché il si- stema è collassato». La povertà resiste Nel 2015 l’economia nicaraguense ha registrato una crescita del 4,5% (dato Fmi). Significa che il modello economico di Ortega funziona? «Il governo di Ortega non è progres- sista. La spinta che ha avuto l’eco- nomia del Nicaragua si è basata sull’aiuto venezuelano (si tratta di ingenti prestiti petroliferi che tutta- via sono molto diminuiti negli ultimi due anni, ndr ), aiuti che il presi- dente ha privatizzato. Il modello economico ha favorito fondamen- talmente il grande capitale e per questo l’Fmi ogni anno si congra- tula con Daniel Ortega». In questi anni il livello della po- vertà generale è diminuito in maniera significativa: era del 44,7% nel 2009, è sceso al 39,0% nel 2015 (dati Fideg). «Ortega e Murillo sono al governo ormai da dieci anni. Sono diventati milionari con le entrate della coo- perazione petrolifera venezue- lana. La diseguaglianza sociale è maggiore oggi che dieci anni fa. I problemi principali del paese sono la disoccupazione e i cattivi impie- ghi (la cosiddetta occupazione informale): 8 su 10 nicaraguensi lavorano in proprio, senza un sala- rio fisso e senza previdenza so- ciale. L’emigrazione verso Costa Rica e Panamá è massiccia. Le ri- messe in dollari che gli emigrati in- viano alle loro famiglie sono un so- stegno importante per la gente più povera del paese. Il Nicaragua continua a detenere il record di paese più povero del continente dopo Haiti, anche se la differenza tra i due paesi rimane abissale». Secondo la Cepal, organizzazione delle Nazioni Unite, nella classi- fica della povertà il Nicaragua viene però dopo di Haiti, Hondu- ras, Guatemala e Messico. © Jorge Mejia Peralta, 2012 NICARAGUA Sotto : il Palazzo nazionale della cultura a Managua. Pagina seguente: il presi- dente Usa Ronald Reagan fu acerrimo nemico del Nicaragua sandinista; nel marzo 1986 il settimanale Usa Time dedicò la copertina a Daniel Ortega; in basso , un grafico con l’evoluzione dei tassi di povertà. #

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