Missioni Consolata - Giugno 2016
sere affrontata in primo luogo dalle autorità pub- bliche in dialogo con gli uomini d’affari, commer- cianti e istituzioni. È necessario creare un clima di fiducia che consenta la riattivazione della pro- duzione e dello sviluppo socio economico a van- taggio della comunità, in particolare dei più po- veri e vulnerabili». La presenza dei missionari della Consolata La mia visita canonica in Venezuela è stata carat- terizzata dalla parola chiave «fraternità». Un grande valore da riscoprire e rivalorizzare. Ho in- contrato persone felici di ciò che sono, missionari giovani e generosi che, pur nelle innumerevoli dif- ficoltà quotidiane, sanno trovare e vivere la gioia dell’incontro, la forza dello stare assieme co- struendo qualche cosa di buono. I sedici missio- nari (venezuelani, italiani e kenyani) sono disponi- bili, impegnati, innamorati della loro missione e della gente con cui la realizzano. La gente è aperta e molto disponibile e accogliente, ci sono persone che pur vivendo in città sanno mettersi a disposi- zione per la missione pagando anche di persona. A Caracas i nostri missionari insieme ad altri mis- sionari e missionarie di altre congregazioni hanno aperto una casa di accoglienza per persone senza casa, gente della strada che può qui trovare riparo e sostegno e, se disponibile, anche aiuto per rilan- ciarsi nella vita. Carapita A Caracas, capitale del Venezuela, abbiamo una parrocchia situata nella periferia, abitata da al- meno 150-200.000 persone che vivono in casette di fortuna incollate sulle colline. È un agglomerato di problemi, violenza, droga e malavita, ma anche di gente per bene che si guadagna il pane con un duro lavoro quotidiano e che poi, alla sera, si mette ancora in coda per arrivare alla sua casetta e vivere un momento di serenità con la propria fa- miglia. In questa situazione i nostri missionari cercano di costruire speranza ed essere segno di DOSSIER MC CON• SOL• AZIONE I l Venezuela, una nazione benedetta da Dio con incalcolabili risorse naturali e umane, vive, oggi, un momento molto difficile della sua storia. Nel 1999, il popolo venezuelano, stanco della situa- zione politica, aveva intravisto in Hugo Rafael Chávez la soluzione alla corruzione e al clienteli- smo, quindi la speranza del cambiamento. Oggi però, morto Chávez, con la politica in stallo tra parlamento e presidente Maduro e la gravissima crisi economica, la reale situazione del Venezuela è complessa, difficile e precaria. La Conferenza episcopale venezuelana ha denun- ciato i problemi senza paura. In diverse occasioni ha manifestato la sua opposizione «all’usura, alla corruzione e alla speculazione». I vescovi hanno messo in guardia sullo spreco, sulle spese fatte in modo sfrenato: «Ci preoccupa che molte persone, in un impeto di euforia, ritengono che con l’acqui- sto di alcuni elettrodomestici abbiano risolto i principali problemi che li affliggono. È anche preoccupante che questo clima di euforia possa degenerare in violenza e scontri tra le persone, cosa che diventa difficile da controllare, e tutti do- vremmo rifiutare». Essi ricordano continuamente che «la situazione economica del paese deve es- GIUGNO 2016 MC 47 VENEZUELA: PER COSTRUIRE FRATERNITÀ NELLA «SELVA» DI CARACASEDELDELTA DI S TEFANO C AMERLENGO Da quasi dieci anni vagabondo per il mondo missionario. E ogni volta che torno da un viaggio mi sembra di saperne meno di prima. Ho meno certezze e più dubbi. Ma è forse per questo motivo che amo girare: perché il mondo sa ancora sorprendermi e meravigliarmi. Con questo spirito sono andato e tornato dal Venezuela un paese affascinante e contraddittorio.
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