Missioni Consolata - Giugno 2016

Il gruppo dei missionari della Consolata in Angola con i membri della direzione generale: ( da sinistra ) i padri Diamantino Guapo Antunes ( superiore del Mozambico ), Ogutu Sylvester Oluoch, Camer- lengo ( superiore generale ) appoggiato a due leader della comunità locale di sant’Agostino, Marco Marini ( consigliere generale responsa- bile per l’Africa ) e Gómez Pérez Fredy Alberto ( accucciato ). | Pag. 42, in basso : veduta delle sterminate baraccopoli che si estendono per chilometri partendo da Luanda. In alto : il vescovo apre la porta santa nella cattedrale di Viana, diocesi che ha accolto il primo gruppo dei missionari Imc. | Pag. 44 : nella nuova parrocchia di sant’Agostino di Kapalanga ci si incontra sotto gli alberi o tettoie provvisorie. Foto Angola © AfMC / Diamantino Antunes DOSSIER MC CON• SOL• AZIONE GIUGNO 2016 MC 43 vati il 29 aprile 1491, costruirono subito una chie- setta intitolata a Nossa Senhora Santa Maria. Oggi in Angola si contano non meno di 100 chiese e cap- pelle dedicate alla Madre di Dio. Tra le principali ri- cordiamo: il santuario Nostra Signora di Fatima, inaugurato nella capitale Luanda dai Cappuccini nel dicembre 1964, e Nostra Signora di Nazaré, sempre a Luanda; il santuario Nostra Signora da Muxima e Madonna degli Angeli nella Provincia di Bengo; al centro del paese, a Nova Lisboa, si trova un altro santuario dedicato a Nostra Signora di Fa- tima; e al Sud, a Sá da Bandeira, il Santuario della Montagna (do Monte). E ben nove delle undici cat- tedrali del paese sono oggi intitolate alla Madonna: a Luanda, Huambo, Malanje, Luso, Uije, Benguela, Saurino, Novo Redondo e Njiva. È da notare che tutti questi edifici sacri venivano costruiti per provvedere all’aumento continuo dei cristiani che già verso la fine del sec. XV erano più di 20.000. Oggi i cattolici rappresentano il 55% della popolazione. I cristiani qui chiamano da sempre affettuosa- mente la Vergine Mama Nzambi (Madre di Dio) e incontrandosi erano soliti scambiarsi il saluto con le parole: «Siano lodati il SS. Sacramento e la pu- rissima Concezione della SS. Vergine!». I n Angola il Vangelo è arrivato 500 anni fa, an- che se non è quasi mai andato oltre la capi- tale, la linea costiera e alcuni centri lungo il fiume Kwanza, toccando quasi solo porto- ghesi e i cosiddetti assimilados , mentre la stra- grande maggioranza della popolazione non ha mai beneficiato del suo annuncio esplicito. Solo nella seconda metà del XIX secolo, con l’arrivo di al- cune congregazioni missionarie (tra cui gli Spiri- tani), c’è stato uno sforzo serio di evangelizza- zione, specialmente nelle zone rurali. Consolata in Angola: una storia con futuro Dopo molti anni, i missionari della Consolata hanno realizzato il sogno del loro fondatore, il beato Giuseppe Allamano: creare missioni in An- gola. Nel 1920, per mancanza di personale, dovette rifiutare l’invito che al riguardo gli era stato fatto. Finalmente il Capitolo Generale del 2005 ha op- tato per l’apertura nel secondo paese lusofono in Africa, dopo il Mozambico in cui siamo dalla fine del 1925. In un primo momento si era pensato alla Guinea Bissau, dove le missionarie della Conso- lata già lavorano, ma poi si è scelta l’Angola. Gli studi per l’apertura della missione in Angola sono iniziati nel 2009. Si è posta l’attenzione su tre territori differenti: la diocesi di Namibe, nel Sud del paese, regione povera e con pochi missio- nari; l’antica diocesi di Mbanza-Congo, al Nord, anche questa bisognosa di personale missionario, e la periferia urbana intorno alla capitale Luanda, nelle diocesi appena create di Caxito e Viana, dove si concentrano circa cinque milioni di per- sone, in condizioni che reclamano una presenza di consolazione. Motivi vari, soprattutto il fatto che circa la metà della popolazione angolana, a causa 2. I PRIMI PASSI DEI MISSIONARI DELLA CONSOLATA

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