Missioni Consolata - Giugno 2016

GIUGNO 2016 MC 31 sono favorirla. In effetti è spesso attraverso la debolezza ricono- sciuta e accettata che si rivela l’a- more liberatore di Dio». Cristiana, ma non per soli cristiani L’Arche è profondamente radi- cata nella fede cristiana, ma non è solo per i cristiani 2 . Ogni per- sona che vive nella comunità o la frequenta è invitato a scoprire e approfondire la sua vita spiri- tuale, e a viverla secondo la fede e la tradizione che gli sono pro- prie. La comunità diventa così sia cristiana che interconfessionale e interreligiosa. I valori cristiani di- ventano valori umani su cui ba- sare e fondare la comunità: al centro c’è il paradigma della la- vanda dei piedi e l’esperienza pa- squale, cioè la speranza nella vita che rinasce dalla ferita. Chiara Selvatici* * Suora Ausiliatrice ( si veda nota 1 ) di voti temporanei, cresciuta nel mondo scout a Imola, ha incontrato la spiri tualità ignaziana negli anni di inge gneria a Bologna. Oggi vive a Roma. Note: 1- L’Istituto delle Suore Ausiliatrici delle Anime del Purgatorio è una congrega- zione religiosa femminile di diritto ponti- ficio di spiritualità ignaziana, fondato nel 1856 a Parigi da Eugénie Smet. Oggi, a 160 anni dalla fondazione, le Ausiliatrici sono circa 500, presenti in 24 paesi in 4 continenti, con una missione molto diver- sificata che cerca di rispondere in modo creativo ai bisogni della Chiesa e delle di- verse società. In particolare, cercano di farsi prossime a quanti sono nella prova e «vivono situazioni di passaggio», come migranti, persone senza dimora, vittime della tratta, ammalati, carcerati, anziani, ma sono anche impegnate nell’accompa- gnamento umano e spirituale, nella for- mazione e nella catechesi, nella pastorale giovanile, nei movimenti di promozione della persona e di lotta alle ingiustizie. (www.suoreausiliatrici.it ) 2 - Nel 2006 e 2008 Christian Salenson, teologo e direttore dell’Istituto di scienze e di teologia delle religioni di Marsiglia, ha cercato di leggere i principi fondativi de L’Arche alla luce della fede cristiana: C. Salenson, L’Arche. Une spiritualité singu- lière et plurielle , L’Arche en France, 2009. lontari, responsabili e assistenti (ragazzi, francesi e non, che vi- vono per un anno nei foyer, con- dividendo la vita con i disabili, una sorta di anno di Servizio Ci- vile Volontario). La vita insieme è attuabile A L’Arche i disabili sono al centro e «invitano» altri a vivere con loro, creando relazioni nuove, luoghi di incontro tra persone di- verse per religione, origine so- ciale, cultura, livelli intellettivi, e annunciano che l’unità, la riconci- liazione, la vita insieme sono at- tuabili. Nei Principi Fondatori della Co- munità dell’Arca è scritto: «Le persone che hanno un handicap mentale spesso hanno qualità d’accoglienza, di meraviglia, di spontaneità, e di verità. Nella loro sobrietà e nella loro fragilità, hanno il dono di toccare i cuori e di chiamare all’unità. Per la so- cietà sono un richiamo vivo ai va- lori essenziali del cuore, senza i quali il sapere, il potere, e l’agire perdono il loro senso e sono sviati dal loro fine. La debolezza e la vulnerabilità della persona umana, lungi dall’essere un osta- colo alla sua unione con Dio, pos- MC ARTICOLI # In senso orario da sopra : le due famiglie che hanno fondato la comunità dell’Arca di Lione. | Yves, il primo accolto nella co- munità di Lione, legge la sua prima let- tera di Natale agli altri ospiti. | Isabelle partecipa al laboratorio di motricità. | An- drè, che si è spento pochi mesi fa, si di- letta con i giochi in legno. | Marc dipinge i fondali del laboratorio teatrale sotto lo sguardo attento di Thierry.

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