Missioni Consolata - Ottobre 2013

# Pagina a fianco : giuramento del- l’autoproclamato presidente Michel Djotodia, con Idriss Déby, presi- dente del Ciad, 18 agosto scorso. # A fianco : abitanti di un villaggio saccheggiato nei pressi di Bozoum, nel Nord-Ovest. # Sotto : vaccinazione di una bimba durante la campagna contro il morbillo. blica democratica del Congo. E l’attuale crisi politica e umanita- ria ha messo in evidenza tutta la delicatezza della sua posizione e la fragilità dello stato. È sgnificativo come nonostante il paese sia esportatore di dia- manti, oro e petrolio, gli indica- tori della Rca sono scesi negli ultimi 30 anni: la speranza di vita è diminuita dal 1985 a oggi (49,8 a 49,1), così come il reddito me- dio per abitante (da 909 a 722 Usd). La speranza scolarizza- zione è invece aumentata di un solo anno da 5,8 a 6,8 (Pnud 2 ). LA STORIA SI RIPETE Per capire la crisi odierna oc- corre fare un passo indietro. Nel 2003 François Bozize aveva annullato, con un colpo di stato, dieci anni di regime corrotto di Ange-Félix Patassé e si era inse- diato come presidente della re- pubblica, poi confermato alle urne nel 2005 e nel 2011. Accolto all’epoca come il cambiamento possibile, Bozize ha presto de- luso le aspettative mettendo in piedi una gestione del potere de- finita «etno-familiare». Tutti i posti chiave, politici e militari, erano occupati da membri della sua stretta cerchia famigliare o al più della sua etnia, gbaya (o baya ) della zona di Bossangoa. Un regime parassita e corrotto, che si permetteva però di tra- scurare la gestione della sicu- rezza sul territorio nazionale. L’esercito, allo sbando, ha la- sciato intere parti del paese in mano a gruppi ribelli nazionali ed esteri già dal 2005. È famoso il caso della Lord Resistence Army (Lra) di Joseph Kony (cfr. MC giugno 2012), che si è instal- lata nell’Est della Rca dal 2008, o di gruppi armati ciadiani e suda- nesi arrivati dal Nord. Bozize si è visto costretto a firmare diversi accordi di cessate il fuoco con fa- zioni ribelli, soprattutto del Nord-Est, la regione più critica e fuori controllo (2008, 2011). Ma è alla fine dell’anno scorso che i più importanti gruppi in armi, spesso in lotta tra loro, si uniscono in una coalizione etero- genea e diversificata: la Seleka. Si tratta di Ufdr (Unione delle forze democratiche per la riuni- ficazione) e Cpjp (Convenzione dei patrioti per la giustizia e la pace), basati su etnie diverse, ai quali si unisce il Cpsk (Conven- zione patriottica di salvezza del Kodro) costola dissidente del Cpjp e l’Unione delle forze re- pubblicane. Numerosi anche i combattenti sudanesi (originari del Darfur) e ciadiani che si ag- gregano alla coalizione per ap- profittare dei saccheggi. I ranghi della Seleka si gonfiano infine di giovani e minorenni delle varie città, volontari o reclutati a forza, durante la discesa su Bangui e nella capitale stessa. «Ci sono tantissimi sudanesi e ciadiani - continua padre Aurelio - sono tipi fisicamente diversi, si vede a colpo d’occhio. Non par- lano né il sango (lingua ufficiale e più diffusa, ndr ) né il francese, ma solo l’arabo o l’inglese. Inter- loquire e dialogare con queste persone è complicato. Altri sono della zona centrale del paese da cui proviene il sedicente presi- dente Michel Djotodia. Anche molti ministri non conoscono le OTTOBRE 2013 MC 27 © AFP Photos/ Xavier Bourgois ©Aurelio Gazzera

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