Missioni Consolata - Maggio 2013

PREMESSA «[Essere nel conclave] non è un gioco divertente. È [un’espe- rienza] molto intensa e che dav- vero ti svuota emozionalmente perché ci pensi notte e giorno. [Pensi:] “Questa è una delle cose più importanti che mai farò: vo- tare per il prossimo successore di Pietro”. Così c’è una grande intensità. Non so come spie- garlo. [A un certo punto] è come se si percepisse la bellissima sensazione del gentile movi- mento dello Spirito Santo. Non ci sono tuoni e lampi. Niente colpi di testa. Nessuno che cade da cavallo. Ma pian piano cominci a sentire come un movimento [che orienta] verso un uomo. Si prega duro. Si parla tanto con gli altri. E questa convergenza cresce gradualmente. È stata una cosa che ha generato tanta gioia e se- renità. […] Quelli sono momenti meravigliosi. E poi c’è il silenzio! Gran parte del conclave è silen- zio. Non è un caucus di partito, non è una convention , è quasi una liturgia, un’occasione di pre- ghiera. C’è molta pace. È come se tu stessi facendo un ritiro, dove hai un sacco di spazio per pensare, riflettere e pregare». [Nostra traduzione della testimo- nianza di Timothy Dolan, cardinale VATICANO a cura di GIGI ANATALONI TRE ARGENTINI RACCONTANO DEL «LORO» PAPA FRANCESCO, DALLA FINE DEL MONDO 8 MC MAGGIO 2013 Abbiamo chiesto a tre argentini (un vescovo dal Sudafrica, un prete dal Kenya e una giorna- lista dall’Argentina) di raccontarci cosa hanno provato alla notizia dell’elezione dell’arcivescovo di Buenos Aires a vescovo di Roma e papa di tutta la Chiesa cattolica. Ecco le loro testimo- nianze, molto concordanti.

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