Missioni Consolata - Marzo 2013

70 MC MARZO 2013 Altro problema, presente soprat- tutto nei paesi dell’Europa orien- tale, è quello della mancata re- stituzione delle proprietà e dei beni confiscati alle varie comu- nità religiose dopo la Seconda guerra mondiale. «Tra questi Ucraina, Romania, Slovacchia, Slovenia, Montenegro e Repub- blica Ceca. Procede con dispa- rità la restituzione alle diverse comunità in Croazia, giudicata colpevole dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per non aver concesso a tre comunità re- ligiose cristiane di godere piena- mente di tutti i diritti connessi al proprio riconoscimento, tra cui l’educazione religiosa nelle scuole statali e il riconoscimento dei matrimoni». Anche la diffusione di una ver- sione intollerante dell’Islam de- sta preoccupazioni in alcune aree dell’Europa, come abbiamo già visto, ad esempio, per la zona caucasica della Russia: in Alba- nia intimorisce la presenza di «giovani imam formati in Turchia e in Arabia Saudita, come preoc- cupa la progressiva islamizza- zione di alcune aree della Bo- snia-Erzegovina, a seguito di in- genti investimenti compiuti da Iran e Arabia Saudita. Nel paese balcanico l’identificazione “et- nia-religione” genera discrimi- nazioni sociali e amministrative verso le minoranze, e in partico- lare verso i cattolici che vivono o divieto di costruire minareti. Oltre a esemplificare alcuni prov- vedimenti legislativi, Acs ac- cenna a episodi di vandalismo e atti d’intolleranza nei confronti dei cristiani in diverse città della Germania e nel Regno Unito: «Secondo un rapporto del go- verno scozzese sui delitti causati da odio a sfondo religioso nel suo territorio, nel periodo 2010-2011 ci sono state 693 imputazioni “aggravate da pregiudizio reli- gioso”». in zone a forte presenza isla- mica, o a maggioranza serbo-or- todossa. Anche in Serbia e Ko- sovo, i fattori etnico e religioso sono spesso inseparabili». LEGGI SULLA BLASFEMIA Come già accennato per il caso della Russia, nell’area europea è forte la tentazione di emanare leggi che ufficialmente vorreb- bero garantire la libertà religiosa e che invece rischiano di rendere più difficile il godimento di tale di- ritto, soprattutto da parte delle minoranze. A riguardo il Pew Fo- rum ha pubblicato nel novembre scorso un’analisi che mostra il trend mondiale ed europeo: «Di- verse notizie hanno riguardato negli ultimi mesi casi di persone perseguitate dalla giustizia dei propri paesi con l’accusa di bla- sfemia: ad esempio in Grecia, un uomo è stato arrestato dopo aver pubblicato su Facebook un post satirico nei confronti di un mo- naco cristiano ortodosso». Se- condo lo studio del Pew Forum il 47% dei paesi del mondo hanno leggi o politiche che penalizzano la blasfemia, l’apostasia o la dif- famazione (il disprezzo o la critica di religioni particolari o della reli- gione in generale). «Dei 198 paesi studiati, 32 hanno leggi anti-bla- sfemia, 20 leggi che penalizzano l’apostasia, e 87 leggi contro la diffamazione della religione». L’analisi puntualizza: «Nei paesi che hanno leggi contro blasfemia, apostasia o diffamazione ci sono maggiori probabilità di avere alte restrizioni governative sulla reli- gione o elevata ostilità sociale ri- spetto ai paesi che non dispon- gono di tali leggi. Ciò non signi- fica che queste leggi causino ne- cessariamente un aumento di re- strizioni alla religione, ma è evi- dente che i due fenomeni vanno spesso di pari passo». Per quanto riguarda in partico- lare le leggi che penalizzano la bestemmia, in Europa sono pre- senti in otto dei 45 paesi: Dani- marca, Germania, Grecia, Ir- landa, Italia, Malta, Paesi Bassi, Polonia, mentre nessun paese possiede leggi che sanzionino l’apostasia. Le leggi contro la diffamazione della religione in- vece sono più comuni: in 36 paesi su 45. Luca Lorusso # Sopra : il velo è stato proibito in al- cuni paesi europei come Francia e Belgio. Qui sotto : un’immagine del- l’ecumenismo europeo. © lwfyouth org © brucesmideastsoundbites blogspot it Libertà Religiosa

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