Missioni Consolata - Marzo 2013

46 MC MARZO 2013 OSSIER alternativi. Poteva essere l’occasione buona per mettere dei freni alla finanza, e regolamentarne fortemente il ruolo. In particolare per creare una divisione tra banche com- merciali e banche di investimento, in modo che i clienti risparmiatori normali non venissero più messi a ri- schio. Porre fine alle attività rischiose delle banche e riportarle al loro mestiere: fare credito per l’economia reale. «Si poteva impedire la speculazione su fondi di interesse comune (i debiti sovrani) e sarebbe stata l’occasione per mettere in discussione lo scippo della sovranità monetaria agli stati in Europa. Questi ultimi non riescono più a giocare il ruolo sovrano proprio di un sistema democratico perché sono in balia del mer- cato», continua Gesualdi. Negli Usa è stata varata la legge Dodd - Frank Act (gennaio 2010), un tentativo di mettere regole alla fi- nanza. Ma quando si è trattato di scrivere i regola- menti attuativi, ci sono state fortissime pressioni affin- ché tutto finisse in una bolla di sapone. «In Europa, invece, tutte le scelte si sono fatte con l’at- tenzione a non pestare i piedi alle banche o agli altri fondi della finanza. Non si è tenuto in conto l’interesse collettivo. Peggio: ci dicono che occorre assecondare le ricette speculative dei mercati, perché questi sono così potenti che se per caso osiamo metterci contro di loro ci puniranno. La grande ipocrisia: farci credere che più serviamo i mercati, più facciamo i nostri inte- ressi, perché evitiamo il peggio. È una politica chiara- mente contro la collettività che pone tutte le premesse per andare sempre più a fondo». UNA «CONVERSIONE CULTURALE» Ma la crisi potrebbe anche avere effetti positivi, come quelli di indurre la gente a consumare meno e meglio. Secondo Gesualdi: «Questa situazione sta facendo pa- gare le famiglie, ma senza che queste abbiano fatto un percorso di crescita interiore. Sarebbe positivo se ci fosse una consapevolezza, una conversione culturale. Ma se questa è vissuta soltanto come un’imposizione esterna, una maledizione, allora c’è il rischio che si ali- menti il populismo più gretto che promette l’impossi- bile. Oggi invece bisogna avere il coraggio di sfidare i mercati. Chi non lo fa (i politici, ndr ) e propone solo ri- duzione di tasse o si butta nel taglio delle spese dei servizi, che quindi saranno poi pagati, ancora una volta, dalle famiglie, ci sta prendendo in giro». Ma il Cnms ha delle sue proposte per contrastare i mercati? «Primo: mettere regole che impediscano la specula- zione sul debito pubblico. Secondo: quando un popolo è in difficoltà per diverse ragioni, non deve pagare sol- tanto la gente, rinunciando ai propri diritti, ma anche i creditori, tanto più che molti di loro hanno già lucrato sul debito pubblico. Terzo: arrivare più in là e rifor- mare la Bce (Banca centrale europea), facendo tor- nare la sovranità monetaria sotto governi e parla- menti, affinché la moneta sia gestita per la piena occu- pazione e per garantire la stabilità del sistema econo- mico. Bisogna uscire dalla logica, su cui è improntata oggi la Ue, per cui la moneta è gestita per permettere alle banche di arricchirsi». Si è visto che con un meccanismo di decrescita i primi a rimetterci sono i lavoratori meno tutelati, che per- dono il posto di lavoro. «Questo discorso vale se il quadro di riferimento conti- nua a essere questo sistema, basato sugli interessi delle imprese e messo al loro servizio: è ovvio che i primi a rimetterci sono i più deboli. Non è possibile parlare di decrescita senza mettere mano all’impostazione del sistema economico, con ri- strutturazione forte del ruolo del mercato, dell’econo- mia pubblica e della moneta. Occorre progettare un sistema economico che fun- zioni secondo altri criteri. E non basta orientarsi verso una vita più sobria, più eco compatibile a livello di sin- gola famiglia. Dobbiamo ripartire dalla domanda: qual è la funzione dell’economia? Se l’obiettivo è vivere tutti in maniera dignitosa, sappiamo di dover rispettare una serie di limiti che ci impongono il pianeta e gli im- © Af MC/U Pozzoli 2009

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