Missioni Consolata - Maggio 2012

tamente e condivisa con persone ormai quasi tutte scomparse, è preziosa e insostituibile. I due vo- lumi, pubblicati in inglese dalle Paulines Publications Africa delle Figlie di S. Paolo di Nairobi, costi- tuiscono una miniera fondamen- tale per la storiografia dell’evolu- zione umana e cristiana del Nord del Kenya, presentata nel conte- sto dello sviluppo della Chiesa nell’Est Africa ed in Etiopia, a cui sono dedicati alcuni accurati ca- pitoli. Esiste poi una larga quantità di studi biografici di persone da lui conosciute, intrapresi per farne memoria e per manifestare gra- titudine: i suoi maestri e amici Alberto Abrate, Giuseppe Pie- roni, Sandro Toppino, don Mario Mignone, mons. Pietro Rossano, don Natale Bussi, don Agostino Vigolungo ed altri ancora. Mi piacerebbe che questa ulte- riore ricerca biografica potesse illuminare altri aspetti - appena le sole cose importanti. I cin- quant’anni dedicati alla gente del Nord Kenya dovranno essere oggetto di studio approfondito, magari da parte di uno dei gio- vani, ora uomini, da lui formati ed avviati a culture e studi per loro del tutto nuovi e neppure immaginati fino a prima di in- contrarlo. Gli argomenti su cui lavorare sono ancora molti e tutti di grande interesse: posse- diamo documenti, in parte pub- blicati, in italiano ed in inglese. Mi riferisco agli studi linguistici, etnografici e religiosi sui popoli dell’area Nord Kenya/Etiopia, condivisi con don Bartolomeo Venturino, che gli hanno valso la conoscenza e l’amicizia di stu- diosi di tutto il mondo. Accenno ancora agli scritti sulla storia del- l’evangelizzazione di quella che in epoca coloniale era l’inaccessibile Northern Frontier (frontiera set- tentrionale). In questo campo, la sua testimonianza, vissuta diret- accennati nel libro di don Cirave- gna - di una personalità di grande rilievo. Sarà una volta di più confermata la statura di un uomo che, fino all’ultimo, ha te- nuto fede all’intuizione ricevuta a sedici anni: quella di un mandato che, nel termine latino che lo de- finisce, missio, suona come si- nonimo di quella che è stata la sua ragione di vita: la missione. Cito per conclusione le parole dello stesso p. Tablino in chiu- sura del libro I Gabbra del Kenya : «Se Gesù Cristo ci ha detto di andare a tutte le genti, egli sa- peva che tra queste c’erano an- che i Gabbra. Tutte le nostre in- certezze e le nostre opinioni non possono cancellare il valore di quel mandato». Silvio Veglio (architetto, discepolo-amico di don Tablino e volontario per alcuni anni nella diocesi di Marsabit) 74 MC MAGGIO 2012 ITALIA # Sopra a sinistra: p. Tablino con p. Viotto Francesco il giorno in cui celebrò l’eucarestia e parlò ai padri capitolari del X capitolo generale dei Missionari della Consolata a Sagana, Kenya, nel maggio 1999. Era diventato membro dell’Istituto solo pochi mesi prima, il 24 febbraio dello stesso anno. # Qui sopra: p. Tablino con amici, probabilmente a Maikona. # Qui a sinistra: quattro missonari fidei donum albesi a Marsabit negli anni ‘70: (da sinistra) i padri Venturino, Tablino, Asteggiano e Rocca.

RkJQdWJsaXNoZXIy NTc1MjU=