Missioni Consolata - Dicembre 2010

DICEMBRE 2010 MC 5 DAI LETTORI Cari mission@ri essere un segno di grazia, si raccoglie e non si butta. Tutto è un dono. Non chie- dono molto, solo di essere ascoltati e di parlare, di sta- re con loro e trascorrere del tempo nelle loro case. Que- sti momenti sono, per que- sto popolo, molto importan- ti: in qualche modo ci hanno chiesto di condividere la lo- ro vita. Essi, danno molta importanza alle persone: le «cose» da fare possono a- spettare. Non c'è premura nei loro incontri, non im- porta se si fa tardi, c'è sem- pre tempo per le cose; sono le persone che hanno la priorità. Così, ogni incontro diventa un momento di gioia e una festa. Ho avuto la fortuna di fare questa vacanza speciale perché ho incontrato la co- munità dei Padri della Con- solata di Bevera, dove Pa- dre Gianfranco Zintu ha or- ganizzato un viaggio - incontro in Colombia per un piccolo gruppo di giovani ( vedi foto sotto ). Questa va- canza mi ha fatto apprez- zare quello che abbiamo e mi ha fatto riflettere sull'e- norme ricchezza che pos- sediamo: «l'umanità», che non fa differenze di religio- ne o di razza. Riscopriamo l’amore che batte dentro il cuore e che tendiamo inve- ce a far tacere a vantaggio della ricchezza materiale! Wilma Marialabaja – Colombia Agosto 2010 INESATTEZZE Caro Direttore, ho letto il suo editoriale «Golia 2010» sul numero di luglio-agosto di Missioni. Non mi hanno colpito tanto le inesattezze (volute? do- vute a disinformazione? Entrambe ipotesi disdice- voli ad un giornalismo irre- prensibile come il vostro). [La lettera contiene poi puntualizzazioni su tre punti: l’attacco alla Free- dom Flottilla , il giudizio sul ruolo della Turchia e la li- berazione di A. Lano]. Questo, ed altro; ma - come dicevo all’inizio - non sono state tanto le inesattezze ad addolorarmi quanto il clima che si sprigiona dall’edito- riale che per me ha evocato (spero a torto) una parola inquietante: antisemitismo. Con tutto ciò rinnovo l’e- spressione della mia immu- tata ammirazione per i tan- ti, ottimi servizi della rivista, che da decenni mi porta il mondo in casa. Cordial- mente. F. Aschieri e Vassia Carla sostenitori da mezzo secolo delle Missioni della Consolata - Cumiana (TO) Intervengo con poche ri- ghe di risposta alla lettera «Inesattezze», scritta in reazione all'editoriale «Golia 2010», da me fir- mato in quanto allora di- rettore editoriale di Mis- sioni Consolata . Vi sono in- fatti due sottili insinuazioni che non accetto e che mi permetto di segnalare, senza voler fare eccessiva polemica. La prima riguar- da la mia presunta malafe- de. Se avete riscontrato i- nesattezze, queste non so- no state «volute». Anzi, a ben vedere, le inesattezze da voi segnalate altro non sono che interpretazioni diverse dalle mie di fatti che restano documentati negli archivi dei maggiori mezzi di informazione del nostro paese e internazio- nali ( e su cui si continuerà a discutere all’infinito ). Non credo di avere scritto nulla di falso, al massimo, sicuramente, di non condi- visibile. Sono dell'idea che il bianco e il nero non sono i colori più adatti a rappre- sentare una realtà com- plessa come quella Medio Orientale che è invece fatta di molti grigi. Potremmo restare a discutere per delle ore su Gaza, sul ruo- lo della Turchia e alla fine continuare a non essere d'accordo. A consolazione di quanto da me scritto va il fatto che, il 29 settembre scorso ( quattro mesi dopo i fatti in questione ), il Con- siglio dei diritti umani del- le Nazioni Unite ha appro- vato la risoluzione che condanna le forze israelia- ne per aver violato le leggi internazionali nel blitz condotto contro la Free- dom Flotilla diretta a Gaza ( anche se Israele, com’è logico, non accetta questa sentenza ). La seconda insinuazione, più grave, riguarda il mio presunto antisemitismo. Perdonatemi, il Dizionario Garzanti della lingua italia- na, definisce l'antisemiti- smo come «ostilità, intol- leranza nei riguardi degli ebrei». Esprimere dissen- so e protesta nei confronti della politica del Governo di Tel Aviv non significa as- solutamente voler disprez- zare gli ebrei e la loro fede. Ci sono ebrei che dissento- no dal modo in cui il gover- no di Israele tratta la que- stione palestinese, lo sa- pete meglio di me. L’equa- zione «critica a Israele = antisemitismo» può far comodo ad alcuni, ma non è applicabile a Mis- sioni Consolata . Ugo Pozzoli NON SOLO VACANZA Non ho mai baciato, ab- bracciato e stretto mani co- sì tanto come in quella va- canza in Colombia durante lo scorso agosto. Se potessi darle un titolo sarebbe: «La vacanza dell’accoglienza», un valore che invece troppo spesso dimentichiamo di coltivare (ed insegnare) nei gesti quotidiani. Quanti vol- ti, quante persone ho incon- trato e conosciuto! Quello che mi ha colpito di più è stato il continuo contatto con la gente delle parroc- chie di Bocachica e Maria- labaja, sempre pronta ad accoglierci: una porta aper- ta, una sedia offerta e tanti racconti di vita quotidiana. Niente ferma questa gente; né le difficoltà, né la po- vertà. Sono pronti a donare un sorriso, un aiuto a quelli che hanno meno di loro. Si accontentano semplice- mente di un tetto sulla te- sta. Poi, non importa se dal tetto entra acqua, anzi può redazione@rivistamissioniconsolata.it

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