Missioni Consolata - Ottobre/Novembre 2007
che proprioattraverso ledonne sta crescendo in tutti gli angoli della ter– ra. Si moltiplicano i progetti di svilup– poche hanno per protagonista l'eco– nomia femminile,si registrano im– portanti esempi di questomodello in Africa con le produttrici di tappeti o in sud America dove la lavorazione del giunco serve da un lato per la sussistenza edall'altro ad acquisire autonomia ea sviluppare lo stesso concetto di «diritto». Anche nei paesi occidentali qual– cosa si muove, l'esempio più positivo di questa rinascita al femminile è rappresentato da Angela Merkel: le suedoti di paziente tessitrice ha dato i suoi risultati sul fronte ambientale, all'ultimoG8:è riuscita,seguendo la via del dialogo edel negoziato, a strappare un impegno all'America di Bush,prima «sorda»aquesti proble– mi. Si tratta di un esempio chiaro del valore aggiunto di cui èportatrice la componente femminile. Le donne,grandi migranti, sono l'e– lementocostitutivodella casa edi o– gni stato,ma anche di economie vir– tuose, simbolo dei compiti di cura di anziani ebambini,che nessuna strut– tura può sostituire. È evidente che siano più portate al benecomune, proprio per il forte legame che mette le donne in contatto direttocon la creazione. «Non violenza creativa» Molti sono i paesi del Terzo mondo che,quotidianamente,affrontano le conseguenzedi continui ecruenti conflitti religiosi,etnici edi classe.In questoclima,riuscire ad aprire un varco per darespazioalla cultura del dialogodiventa sempre più difficile. Difficile l'interazione e l'intermedia– zione, difficile intravedere tra lediste– se in fiamme e le tante vite spezzate, un piccolo segnodi speranza.Eppure lasperanza c'è,anche negli angoli più lontani emisteriosi del mondo. Con questa consapevolezza econ la perseveranza che lecontraddistin– gue, lechiese dei paesi dimenticati insistonoa cercare una via comune di dialogo tra i popoli,anche di fede diversa, che consenta il superament0 dell'intolleranza afavore della giusti– zia, dell'uguaglianza edella pace.So– no proprioquesti i tasselli mancanti che, in questo contesto,evidenziano comeequanto le donnedi tutto il mondo,risentano,più di ogni altro essere umano,dei crudeli meccani– smi di discriminazione,emarginazio– ne e violenza.Sono spesso le più po– vere tra i poveri,ma lottanocontro le strutturegerarchichee patriarcali in tutte le istituzioni, che siano famiglie, governi,o intere società. La loro forza e la loro tenacia non ha eguali, supe– ra ogni confine geografico, culturale e politico,possiamo sentirlacome un'eco lontana che non perde mai la sua intensità. La senatrice Emanuela Baio con un capo macuxfdurante la sua visita agli indigeni di Roraima (Brasile). In Asia, per esempio,continente ad alto potenziale,che presenta la più grande diversità di culture, storiae religioni del mondo, si registra anche una grande quantità di poveri,op– pressi, ridotti in condizioni igienico– sanitarie precarie, senza contare che l'impatto con la globalizzazione au– menta le differenze e conduceaun conflitto interno.Eppure, la solida– rietà che viene espressa tra i popoli di tutte le fedi e culture nella lotta per un'umanità piena, è prepotente– mente fiorita.Questa forza silenziosa, che la donna è in grado di sprigiona– re e che alimenta la lotta per il bene comune,è legata alla categoria non patriarcale che Gandhi ha definito «potere creativo in forma pacifica». Violenza e non violenza sono una costruzione sociale enon devonoes– sere legateal sesso. L'input femmini– sta serveadire che i problemi che le donne del Terzo mondo sollevano sono i problemi del mondo. La risco- perta del principio femminile costi– tuisce la sfida intellettualee politica al «malsviluppo»,inteso come pro– getto patriarcale.Mentre la distruzio– ne è aggressiva,dunquevisibile, l'e– quilibrioe l'armonia non sono visibi– li, si sperimentano.li mantenimento della vita aopera delledonne nel Terzo mondo si basa su questa atti– vità celata. Una visione femminile nella donna come nell'uomo,dun– que, permette di vivere in una logica di soprawivenza, in cui alla pianifica– zione abreve termine,si sostituisce una visionedi lungo periodo.Ma è al– trettanto chiaro che soloattraverso l'interazione tra i generi, il dialogo può svilupparsi.Questoconsente una spiritualità autentica, perché il primo passo verso i diritti,è proprio la consapevolezza. Un processo nel quale le donne sonomaestre. Microcredito in rosa La millenaria esperienza di duro la– voro nei campi, ha permesso alle donne del Terzo mondodi creare una tipicità di conoscenzeagricole, nellequali tuttora si distinguono ri– spettoagli uomini e,da sempre,ha rappresentato una fonte di guada– gno e sostentamento. La maggior parte del pianeta ha soddisfatto i propri bisogni alimentari grazie a una agricoltura praticata dalle don– ne. In questo modo le conoscenze vengono condivise, specie epiante non vengono considerate «pro– prietà», ma parenti,e la sostenibilità si basa sul rinnovo della fertilità della terra,sulla rigenerazione della biodi– versità edelle specie. Questa diversità di sistemi di cono– scenze è la strada da seguire per far sl che ledonne delTerzomondo continuino ad avere un ruolo centra– le come conoscitrici, produttrici eap– prowigionatrici di alimenti.Ma non basta.Oggi questoequilibrio appa– rente, sembra minacciato dall'attuale modello agricolo-industriale. Lascia– re che le donne si occupino esclusi– vamente dei campi,contribuisce a costruire un corollario di conoscenze ma, nella pratica,continua a lasciarle in disparte, lontane dalla vita edagli interessi dell'uomoe viceversa. Come può esistere integrazione se non si percorre unavia comune al dialogo? Proprio attraverso lo svilup– podi una economia settoriale si può ~--------------------------------------------------------------------------------------------- 8 ■ MC OTTOBRE-NOVEMBRE 2007
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