Missioni Consolata - Ottobre/Novembre 2007

momento politico di maggior peso in materia di diritti femminili. Un ministero che si trova aoperare e agire, come tutti noi, in un «tempo ansioso»- l'«Età dell'ansia»,comea– vrebbe detto il poeta britannico Wy– stan Hugh Auden -,carico di nuove paure e insicurezze,apartire dal le– gamecomplesso delle ultime treo quattro generazioni con levecchie– nuovedomande di senso. In un mondo di integralismi emulticulturalità Il nostro tempo può alimentare drammatiche disuguaglianze,soprat– tuttonella fruizione di beni immate– riali come saperee conoscenza,ma è anche un tempo che può aprire op– portunità significative per i singoli. Ecco, la finalità che ci riproponiamo è quella di ispiraree conformare la nostra azione internazionalea quella cornice di principi democratici e va– lori di uguaglianza, libertà e laicità che hanno ispirato l'atto di nascita della Repubblica italiana.Valori che trovano nella persona, nella sua pie– na cittadinanza, nella capacità di in– vestire sulle sue potenzialità e re– sponsabilità aspetti di universalismo positivoche, lungi da qualunque «tentazione prevaricatrice»,rappre– senta la matrice culturale su cui rein– ventare la cittadinanza universale,ca– pace di unire popoli e culturediversi, con le lorostraordinariespecificità e la ricchezza delle loro differenze. Il ministero per i diritti e pari op– portunità costituisceal riguardo una semplice imbarcazione, neppure troppo lussuosa, in mezzo alle coraz– zate. Con la persuasione, però,che questo nostro vascello svolga la fun– zione sensibile di un radar.Owero,di uno strumento fondamentale per la corretta navigazione anche di mezzi e strutture ben più possenti che, però, senza un orientamentochiaro e definito, rischiano di perdere la rot– ta tra i flutti di una modernità com– plicata, scossa da integralismi di na– tura differente ealla prova della sfi– da, estremamentecomplessa, della multiculturalità. Di qui una questione centrale:quel– la che investe il significatoda offrire alla sfera dei diritti edelleopportu– nità individuali: l'affermazionedi una nuova stagionedi uguaglianza per le donne edi estensione dei diritti di cit- 6 ■ MC OTTOBRE-NOVEMBRE 2007 tadinanza pertanti.Nelle democrazie liberali occidentali,ma anche, secon– do declinazioni proprie ecaratteristi– chedellediverseculture, ovunque vi siano comunità di donneeuomini. Sonoormai numerosissimi gli stu– diosi - e gli economisti, in special mo– do- cheanalizzano le tendenzeglo– bali apartire dalle condizioni di di– gnità, libertà,funzioni dirigenti delle donne: donne,quindi,che all'inizio del nuovo secolo,tornano a rappre– sentare un indicatore fondamentale di democrazia, progresso, crescita e innovazione.In Italia,l'obiettivo, in li– nea con «la Strategia di Lisbona»,è l'allargamentodella partecipazio– ne femminile al lavoro,su cui stiamo agendo con gli sconti lrap legati al– l'abbattimentodel cuneo fiscale nel– le zone del Sud enelle areedepresse del Centro-Nord per le impreseche assumono una donna.Ma anche l'al– largamentodella partecipazione femminile ai processi decisionali e politici, per cui presenterò un prov– vedimento sull'uguaglianza in questi mesi autunnali. Il pesodellamiseria edella violenza Nello stessoorizzonte si iscrive il grande tema dei diritti umani delle donne nel mondo.Si pensi aquella che viene chiamata «la femminiliz– zazionedellamiseria» (che riguarda il 70%del miliardo e 300 milioni di poveri cheabitano il nostro pianeta), in termini di condizioni di soprawi- venza,di nuove evecchie forme di schiavitù,sfruttamenti,malattie, vio– lenze, cancellazione della dignità del corpo della donna.L'Organizzazione mondialedella sanità ci diceche la violenza è la prima causa di morte per le donne tra i 15 ei 44anni.Nel marzoscorsosono intervenuta alla sessione specialedell'Assemblea ge– nerale dell'Onu dedicata alle temati– che di genere.Secondo l'Onu una donna su tre,nel mondo, subisce ves– sazioni, soprusi,mutilazioni o stupri.E penso anche in Italia al rafforzamen– to del programma contro la tratta e le violenze in famiglia con la costituzio- , ne dell'«Osservatoriosulla violenza di generee per motivi legati all'orienta– mentosessuale»,nell'ambito del pia– no antiviolenzache vede,oltre al rafforzamento del numerodi pubbli– ca utilità 1522,il disegno di legge del governosulle nuovedisposizioni in tema di violenza sessuale,maltratta– menti, atti persecutori e sottrazione di minorenni,attualmente in Com– missione giustizia della Camera. Crescita edeguaglianza Integrarecrescita ed eguaglianza (come sostiene l'economista efilo– sofo Amartya Sen),declinare in modo non puramente formale, ma sostan– ziale il nesso tra diritti umani, cittadi– nanza e pari opportunità all'insegna del connubio tra solidarietà e umani– tarismo rappresentano gli obiettivi delle politiche che il nostro governo vuole realizzare e implementare.In nome di un pluralismoche è insito nell'essere della stessa Unione euro– pea, con la quale siamo impegnati per la moratoria della pena di morte nel mondo,eche costituisce l'oriz– zontedel nostro lavoro. Capire i diritti degli altri rappresen– ta dunque l'antidotomigliore all'in– sulsa epericolosissima retorica dello scontro di civiltà che da tempo sta dirigendo parte dell'Occidente in un'insensata guerra contro l'«altro». Un «altro» da noi che costituisce il soggetto di un'azionedi solidarietà e di un umanesimo rinnovato,con il quale convivere,sulla strada di una maggioregiustizia sociale,di mag– giori diritti e di una più forte ugua– glianza. Un «altro»che spesso è l'«al– tra». Perché la libertà delle donne è, sempre più chiaramente, la libertà del mondo. ■

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