Missioni Consolata - Ottobre/Novembre 2007

nella riforma del sistema sanitario,fi– no aquel momentodiviso e inegua– le, prevalentemente focalizzato sulla salute dei bianchi,e loaprl amilioni di sudafricani che ne erano esclusi. A chi le domanda quale sia il più importante successo dei suoi cin– que anni al ministero della sanità ri– sponde: «L'accesso gratuitoalle cure mediche di donne incintee bambini sotto i sei anni,comeaveva promes– soMandela dopo le elezioni.Èla pri– ma volta cheaccade nella storia del paese. li vero successo è che tale prowedimento è stato varato nei primi 100giorni di governo; un e– ventuale ritardo e il sopraggiungere di tanti problemi ne avrebbero im– pedito la realizzazione». Altrettanti successi sono state le sue campagne contro il tabagismo e,soprattutto, le sfide da lei lanciate ai giganti farmaceutici del mondo, per procuraremedicine generiche a basso costo per i sudafricani, in maggioranza troppo poveri per po– tersi permettere perfino le medicine basilari. Successi dovuti anche al suo carattere, brusco, diretto e spesso graffiante,che le ha procurato non pochi nemici e incomprensioni. Il fatto più eclatante è awenuto nel 1995,quando il suo dicastero pompòmilioni di dollari in un musi– cal sull' Aids,Serafina //. I media neri– velarono numerose irregolarità fi– nanziarie: ministro e membri chiave del dipartimento finirono sotto in- Sandton (Johannesburg): Nkosazana Dlamini (a destra) presenzia all'apertura del Vertice Onu sullo sviluppo sostenibile (23 agosto 2002). chiesta per corruzione,accusa dalla quale furono poi assolti nel 1999.Le reazioni della Dlamini Zuma contro la stampa che la accusava e il partito che non la difendeva a sufficienza, furono cosl rabbiose che lesue rela– zioni pubbliche diventarono un tor– mentone nazionale. Con la solita grinta Nonostante lecontroversie susci– tate, la dott.ssa Dlamini ha perseve– rato nel suo impegnoe i risultati in– confutabili le hannoguadagnato ri– spetto e stima,soprattutto tra i sostenitori dell'Anc.Riconoscendo le sue capacità,ThaboMbeki,diven– tato presidente del Sudafrica nel 1999,la chiamò subito a guidare il ministero degli esteri,mentre il suo ex marito,JacobZuma, diventava vi– ce presidente. Questa volta la sorpresa fu per l'o– pinione pubblica e per l'opposizio– ne, che riteneva improponibile la sua scelta a ricoprire un posto dove occorre la massima diplomazia.«Un elefante in un negozio di porcella– na» commentò qualche oppositore. L'unica a non meravigliarsi era la onorevole Dlamini. La politica estera del Sudafrica era in unostato di con– fusione e offriva pane per i suoi den– ti. «Passando dalla sanità agli esteri - spiegava - ho cambiato teatrodi o– perazione; ma continua il mio impe– gno per consegnare benefici tangi– bili al popolo sudafricano». Da quando ha preso possesso del– l'ufficio, ha cominciato asfidare i paesi ricchi e le situazioni del mon– do. «È inaccettabile che una parte del pianeta sia cosl ricca,mentre l'al– tra parte muore di fame - afferma -. I tre popoli più ricchi del mondocon– sumano più risorse di tutti i paesi meno sviluppati messi insieme:que– stoè totalmente immorale e inac– cettabile». Èquanto ha ribadito an– che nella Conferenza mondiale sul razzismo da lei presieduta,tenuta a Durban nel 2001. Nella risoluzione finale ha fatto scrivere:«Noi ci impe– gniamoa liberareogni uomo,donna e bambinodallecondizioni abbiette --------------------------------------------------------------------------------------------- MC OTTOBRE-NOVEMBRE 2007 ■ 25

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