Missioni Consolata - Ottobre/Novembre 2007

«A PARER MIO» di Sabina Siniscalchi Le riflessioni de/l'onorevoleSiniscalchi, Commissioneesteri NON C'I FUTURO SENZA DONNE Sono la maggioranza dei poveri e di coloro che muoiono per malattie curabili, degli analfabeti e dei sottoccupati, delle vittime di guerra e degli abitanti delle baraccopoli. Le donne sono la dimostrazione vivente degli errori e miopia del potere politico. Nonostante tutto, in ogni parte del mondo, sempre più donne lottano per un futuro pacifico, sostenibile, duraturo. N ell'anno 2000 l'Assemblea ge– neraledelleNazioni Unite ha stabilitogli «Obiettivi di svi– luppo del Millennio»:otto grandi fi– nalitàchedovrebbero consentire al mondo di lasciarsi allespalle per sempre povertà, ingiustizia ediritti violati.Tali Obiettivi riassumono gli impegni sottoscritti dai capi di stato edi governo in occasione dellecon– ferenze mondiali realizzate dall'Onu, nel corsodegli anni Novanta,sui vari aspetti dellosviluppo:ambiente, po– polazione, occupazione,salute, infan– zia, parità di genere. Eventi importantissimi di cui non bisogna perdere traccia e coscienza, che hanno definito con chiarezza e competenza le coordinate di un fu– turo pacifico, sostenibileeduraturo per l'umanità. Purtroppo,i piani di azione con cui si sono concluse questeconferenze, anche se sono stati sottoscritti dai governanti sotto i riflettori del mon– do intero,sonorimasti largamente i– napplicati. Per questo,setteanni fa l'allora segretariogenerale dell'Onu, Kofi Annan,ha individuato un pac– chetto minimodi otto obiettivi,chiari e condivisi,che potesseroessere rag- 10 ■ MC OTTOBRE-NOVEMBRE 2007 giunti da tutti i paesi del mondo en– tro il 2015. Ledonne e i «MillenniumGoals» I MillenniumGoals prevedono il di– mezzamento del numero dei poveri edegli affamati, la scolarità universa– le, laparità di genere,l'abbattimento dellamortalità infantile, latutela del– lasalutematerna,la lotta ali'Aids eal– lealtre pandemie, la salvaguardia del patrimonio ambientale,l'accesso al– l'acqua potabile, e, infine, la creazione di un partenariatoglobale per rag– giungere insieme il traguardo dello sviluppo. Tredegli Obiettivi del Millennio ri– guardanospecificatamente ledon– ne: il secondo che punta all'istruzio– ne per tutte le bambine del pianeta, il terzo che prefigurauna piena equi– parazioneepartecipazione delle donne, il quarto che si focalizza sulla salutedellemadri edelle partorienti. Tuttavia, èevidente che tutti gli ot– to goa/s toccanodirettamente la sor– tee la vita delledonne, proprio nella misura in cui esse rappresentano la stragrandemaggioranza dei poveri, , la gran parte di coloroche muoiono per malattiecurabili, la percentuale maggioredegli analfabeti, dei sot– toccupati, dellevittimedi guerra,de– gli abitanti delle baraccopoli... Le donne sono la prova vivente delle drammatiche condizioni del mondo.li loro stato è la dimostrazio– ne tangibile degli errori edellamio– pia di chi detiene le leve del potere politico ed economico. Spesso siamo inclini apensare che le donnevivano male solo in Africa, in Asia o in America Latina, asmenti– re questa nostra convinzionedico– modo arrivano,dai paesi ricchi e in– dustrializzati, i dati sul lavoro preca– rio dellegiovani donne,quelli sulle disparità nelle retribuzioni,quelli sul– la condizione delle donne immigrate e sulla violenza domestica. Per quanto riguarda l'ltalia,ci ha pensato di recente il Financia/Times a sottolineare una condizione appa– rentemente menodrammatica,ma ugualmente discriminante; il presti– gioso quotidiano definisce l'Italia«il paese delle veline»:in parlamento la percentuale di donne non supera il 16per cento,mentregiovani donne provocanti emute vengono utilizza– te in abbondanza da pubblicità ete– levisione. L'Italia si ferma agli ultimi posti t ra i paesi europei per quanto attiene il ruolo delle donne in politica e in eco– nomia. Le donne italiane fanno fatica a raggiungere posti di responsabilità nelle imprese enelle istituzioni; basti pensare che solo nel 1995, una don– na, Fernanda Contri,è diventata per la prima volta giudice della Corteco– stituzionalee un'altra, Susanna A– gnelli, è stata nominata,sempreper la prima volta,ministrodegli Esteri. Nella discussa Turchia,dove sono

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